AL TEMPO DEGLI DEI

Ho tradotto dal greco, con molta fatica, questo brano. L’ho estrapolato da un racconto più lungo, che avrei voluto riproporre per intero, ma che alla fine ho desistito dal completare.

PRIMA DI HERMES

Le cose peggiorarono a seguito del terrorismo biologico. Il fratello di tua nonna perse il lavoro. Per qualche mese guidò pullman vuoti, poi l’azienda di trasporti venne privatizzata e l’anno dopo fallì e chiuse. Non si scoprì mai chi avesse rilasciato quel virus preso dai pipistrelli e modificato nei laboratori di biologia militare. Tua bisnonna diceva che la colpa non poteva essere dei pipistrelli, ma spesso discutevano in maniera così accesa che un vecchio che passava dalla strada poté sentire parola per parola lei prendersela coi russi e i cinesi e lui con gli americani e gli inglesi. La conversazione finiva con lui che alzava a tutto volume la musica, coprendo i Sisters of Mercy che cantavano Empire Down con un rabbioso o sarcastico “E allora Batman?”. Lei si chiudeva in bagno e tentava di annegarsi addormentandosi nell’acqua bollente, ma puntualmente si svegliava alla prima sorsata. La gente non prese subito coscienza di quello che stava accadendo, anche se alcune sparute voci già ammonivano che non sarebbe bastato sconfiggere il virus, che avrebbe fatto più morti la crisi che ne sarebbe seguita. Il fratello di tua nonna cominciò a sentire la fame. Milioni di persone al mondo, come lui. L’occidente divenne una terra di povertà come il resto del pianeta. I criminali attaccavano i supermercati presidiati da squadre di militari pagati dalle grandi corporation. Furono costruite migliaia di ospedali psichiatrici. In realtà erano delle prigioni con trattamenti farmacologici obbligatori e ogni sorta di sperimentazione. La carne umana non valeva più niente. L’anima l’avevano perduta da tempo. La popolazione della terra passò da dieci miliardi a settecento milioni in meno di cinque anni. Poi atterrò Hermes, e iniziò il nuovo mondo. Ricominciammo a scrivere sulla pietra, perché era una cosa che l’uomo non faceva più da secoli. E anche i templi agli Dei che ora vedi, mica c’erano. La gente non credeva più in niente. Leggevano solo libri di finzione, o addirittura li guardavano su uno specchio che chiamavano schermo. Si erano completamente distaccati dalla realtà dello spirito. I riti e le cerimonie religiose venivano svolte da piccole comunità di monoteisti inconsapevoli. Ritenevano l’amore talmente scandaloso che vietarono di farlo vedere in pubblico, mentre le immagini dell’odio, della morte e della violenza erano all’ordine del giorno. Sui loro specchi elettronici potevi vedere un uomo sparare in testa a un altro, mentre era vietato far vedere quello stesso uomo nudo. Alcuni sparuti individui illuminati sapevano che era la fine dell’antropocene, ma non venivano ascoltati da nessuno, o peggio presi per matti visionari. Era un mondo completamente fasullo, basato sul doppio gioco, la gente agiva in un modo sempre diverso dalla verità del proprio scopo. Pensa che la moneta era la cosa più importante. Dopo la moneta veniva il successo. Erano davvero strani, materialisti. Non credevano nella verità dello spirito, che non solo ignoravano, ma addirittura arrivavano a negare con tutte le loro forze. Tutti vittime di questo sentimento ignobile, persino quelli del mono-dio. Pare che le donne mettessero in vetrina i loro corpi, ma non per venderli davvero, ma per finta, solo per farsi guardare, e misuravano il loro successo con una cosa buffissima che chiamavano “i mi piace”. Ma l’assurdità più grande era che venivano governati da uomini che in realtà non avevano né la virtù né la forza di decidere, ma a loro volta venivano indirizzati nelle loro scelte da comandi supremi. Comandi che non arrivavano da qualche nobile re, né da qualche essere divino, bensì da un’entità fittizia che chiamavano “poteri forti”. Bruciavano ogni risorsa della terra. Stavano quasi per uccidere il pianeta, e non si fermarono neanche quando lo videro agonizzante. Non si è mai scoperto il responsabile di quell’attacco biologico che diede il via alla fine di quell’epoca. Almeno non chi fosse l’umano così illuminato da capire che era il momento. Qualcuno ha pensato a Gates, un produttore di specchi. Altri hanno pensato a Page e Brin, produttori di riflessi. Fatto sta che anche quel genio in fondo era solo uno strumento nelle mani degli Dei. Il resto è storia.

 

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