Le straordinarie statue di Pontremoli

Lunigiane, liguri, sarde, etrusche… Ma da dove vengono le statue di Pontremoli in Lunigiana? La risposta forse è di una semplicità disarmante: dalla Lunigiana.

E così quelli che le hanno realizzate erano i lunigiani di quei tempi, e nessun altro. Che poi i lunigiani allora fossero più vicini ai liguri (non i liguri moderni, ma quelli del II millennio) ha a che fare con la datazione di queste opere d’arte preistoriche.

Nel sito ufficiale del Museo si legge che le statue (divise in 4 gruppi, A,B,C e D) appartengono ad un’epoca compresa tra il 3400 e il 2000 avanti Cristo (quindi precedenti la cultura ligure), tranne quelle del gruppo delle stelle iscritte, che vengono datate tra il 600 e il 500 a.C. (Late Ligurian, se il termine fosse in uso)

Le statue sono molte di più, qui ci limitiamo a mostrarvene tre, che come evincerete se avete appena un’infarinatura di storia dell’arte, sembrano appartenere ad un unico stile, una cultura, un’epoca. Eppure, quelle alla foto 1 (N44 Canossa) e alla foto 2 (N17 Moncigoli) sono state datate 3400-2000 a.C. , mentre quella alla foto 3 (N48 Bigliolo) al 600-500 a.C., oltre 2000 anni dopo.

Un motivo c’è. L’ultima statua riporta un’iscrizione incisa sul suo lato destro del petto, come è il caso di altre due state anch’esse per questa ragione datate alla stessa epoca. Potrebbe essere stati fatti un errore banale e un errore complesso.

L’errore banale

Se sulla statua c’è una scritta in un alfabeto (italico¹) datato per quel che ne sappiamo al VI secolo, ne consegue che la statua sia anch’essa dello stesso periodo. Non è così, a meno che non si siano provate tali conclusioni attraverso qualche avanzata tecnologia di rilievo che abbia dimostrato la contemporaneità (tramite radiocarbonio o altri metodi) della scultura rispetto all’iscrizione. Ad un approccio antropologico appare invece evidente che le statue appartengano tutte alla stessa epoca – e che questa epoca, per la loro forte somiglianza tecnica e stilistico-simbolica con alcune opere da altre località (soprattutto dalla Sardegna), sia quella piuttosto ampia compresa tra IV e III millennio avanti Cristo. La statua potrebbe per ipotesi essere stata vittima circa 2000 anni dopo la sua realizzazione di un improvvisato archeologo del VI secolo a.C. che vi avrebbe poi iscritto o fatto iscrivere sopra il testo. Pensare, invece, che queste statue siano state realizzate, con lo stesso stile e nella stessa area, a 2000 anni di distanza una dall’altra ci pare un’idea davvero troppo spinta.

L’errore complesso

Ad un livello di analisi ulteriore si apre la possibilità di un errore complesso. Complesso perché spiegare nello spazio di un articolo tutti i dubbi che nutriamo sul momento e il luogo in cui l’alfabeto² è passato dai fenici agli altri, e stabilire inoltre se questi altri siano stati prima i greci, o gli etruschi, oppure altri popoli minori del mondo compreso tra Egeo, Adriatico e Tirreno, non è un’impresa proponibile qui. La conclusione dell’ignoto (a chi scrive) archeologo che ha datato l’iscrizione al 600-500 a.C. è stata tratta prendendo per buone le teorie che considerano l’alfabeto essere stato trasmesso dapprima ai greci (intendendo gli ellenici) che poi attraverso un viaggio che muoveva da Euboea (la grande isola a nord-est di Atene) attraverso il Peloponneso fino ad Ischia e la Campania, dove si incontravano con gli etruschi, lo avrebbero portato verso nord e regalato ai popoli italici. Peccato che ci siano molte cose che non tornano. La prima è che la più antica iscrizione alfabetica (fenicio a parte) non proviene dalla Grecia, ma da Roma (Gabii, Osteria dell’Osa, circa 775 a.C.). La seconda è che questa antichissima iscrizione non è in greco, e neanche in etrusco, ma in una lingua italica, forse latino o sabino (la scritta è EULIN). La terza è che la prima iscrizione dichiaratamente greca non proviene neanch’essa dalla Grecia. La quarta è che questa iscrizione greca, pur provenendo dalla Campania, precederebbe la colonizzazione ellenica di qualche decennio.

Le tre statue iscritte riportano rispettivamente tre testi che potrebbero essere letti come MEZUNE MUNIUS (statua di Zignago; mezu nemunius per Lejeune ET Li 1.3), VEZARU APUIS (statua di Filetto; uvezaruapus per Maggiani ET Li 1.5) e VE METUVIS (statua di Bigliolo – foto 3 qui sotto; vemetuvis per Maggiani ET Li 1.6). Sono catalogate nel corpus delle iscrizioni etrusche come etrusche vel celtiche, semplicemente perché a nessuno verrebbe in mente di creare ex novo la categoria “lunigiane” e parrebbe un azzardo comunque anche solo definirle “liguri”. Resta il fatto che non sono comprensibili né comparabili ad altre etrusche o celtiche e diventa impossibile darne un’interpretazione se non offrire una serie di ipotesi assai poco probabili.

Statue stele, dette anche statue menhir, sono state trovate in Languedoc (Occitania), in Sardegna e nel Caucaso, dove tra il 3600 e il 2400 avanti Cristo David W. Anthony ha identificato l’importante cultura Yamnaya e Maria Gimbutas ha fatto esservi il fulcro della sua Teoria Kurgan. Allora i cosiddetti Liguri sarebbero arrivati dalle steppe scendendo dal Maghreb e attraversando lo stretto di Gibilterra per arrivare fino in Corsica, Sardegna e Italia, attorno al 3400-2800 avanti Cristo? E queste statue stele sarebbero il loro segno più distintivo? Chissà. Certo è che quella che chiamiamo preistoria e periodo neolitico in Europa corrisponde all’esplosione della ricchezza, l’architettura e la scrittura in Mesopotamia e in Egitto, e l’Europa non era da esse così lontana come si è portati a credere.

 


1. italico – l’insieme di tutti quei distinti popoli, con culture e lingue proprie, che abitarono l’Italia preromana, indipendenti o sotto i dominî di etruschi, greci, o celti/galli
2. alfabeto – si intende un sistema di scrittura composto di vocali e consonanti, che si avvale di 16/30 lettere. Da distinguere dai sistemi lineari, sillabici, ideografici, geroglifici, ecc.

Museo delle Statue Stele Lunigianesi

Castello del Piagnaro – Pontremoli
Tel. 0187.831439 – info@statuestele.org.

Orari di apertura:

01 Ottobre – 31 maggio
orario continuato 09.30 – 17.30 – tutti i giorni

01 giugno – 30 Settembre
orario continuato 10.00 – 18.30 – tutti i giorni

01 agosto – 31 agosto
orario continuato 10.00 – 19.30 – tutti i giorni

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