Nietzsche – Per la questione della comprensibilità

Sulla Scienza della Comunicazione (Nietzsche)

l'arte dei pazzi

Quando si scrive, non si vuole soltanto essere compresi, ma senza dubbio anche non essere compresi. Non è ancora affatto un’obiezione contro un libro, se una persona qualsiasi lo trova incomprensibile: forse proprio questo era nell’intenzione del suo ballerino-nuvoleautore – egli non voleva essere compreso da «una persona qualsiasi».
Ogni nobiltà di spirito e di gusto si sceglie anche i suoi ascoltatori, quando vuole parteciparsi: scegliendo, traccia al tempo stesso i suoi confini nei riguardi degli «altri». Tutte le leggi più sottili di uno stile hanno qui la loro origine: tengono a un tempo lontani, creano distanza, interdicono «l’accesso», la comprensione, come si è detto – mentre aprono le orecchie di coloro che di orecchio ci sono affini.

E sia detto fra noi, per quanto personalmente mi riguarda, non voglio che la mia ignoranza e la vivacità del mio temperamento abbiano a impedirmi d’essere comprensibile per voi, amici miei:…

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