Dominio e Sottomissione

Tutta quanta l’accozzaglia di rappresentazioni e di concetti che abbiamo avuto finora, LE CATENE DEL MONDO, si sono inabissate e disciolte come le immagini dei sogni al risveglio

[Hegel, 1806]

LA CONGESTIONE

I nostri buoni vecchi sani princípi… Come zombie escono da sottoterra e con faccia di bimbo ci rivelano chi siamo. Chi siamo sempre stati.
Ma cosa succede quando i loro spiriti si aggirano come dèmoni fatti di venti sibilanti e nebbie oscure?
È la congestione.
Non abbiamo metabolizzato la negazione dei nostri buoni sani vecchi princípi; essi ancor giacciono indistintamente tra loro e dalla terra sepolti.
Il mio buon vecchio sano professore di Storia della Filosofia, già autore di decine di testi corposi, sforna oggi un altro lavoro. C’è da scommettere che sarà un ennesimo capolavoro.
Lui è Remo Bodei, shardana pisano d’adozione, il libro parla della “Technik” parafrasando Heidegger. Di come le macchine prendano il posto dell’uomo e ciò nonostante l’uomo non sfugga alla servitù dialettica dei suoi hegeliani padroni.
Già quando Hegel stava scrivendo la Fen. d. Spir. ci si trova in un’epoca in cui un mondo si dissolve per dar vita a un altro, o quantomeno, questa è la percezione che ne hanno gli intellettuali particolarmente illuminati, come lo era su tutti Hegel.
Il mondo a venire (avvenire) non è mai ancora venuto, ma sempre un fantasma che non prende corpo e il cui nome, Domani, se diventa Oggi ne fa un Presente.
La percezione del mondo è sempre quella di un “informità ontologica”, mai completamente formato, ma nel di cui processo si colgono i segni premonitori di qualcosa che ancora non è. E invece la MACCHINA sta lí, astuta, come un virgiliano Mezenzio, Essa è sempre presente, sempre più presente, sempre più il Presente antiteista – strafottendosene dell’ “a venire”, del “mondo che ancora non è”, del mondo che non è, dell’ “aldilà”, della divinità. Non le serve nemmeno più la Divinazione, in quanto essa è un Oggi talmente diffuso da coprire ogni prospettiva e debordare dal proprio orizzonte. Essa non ha né Ieri né Domani.

Scrive Bodei altrove a proposito di Hegel:
“[…] alla conclusione del suo corso di storia della filosofia all’università di Jena, il 18 settembre 1806, Hegel disse ai suoi studenti:
<Tutta quanta l’accozzaglia di rappresentazioni e di concetti che abbiamo avuto finora, LE CATENE DEL MONDO, si sono inabissate e disciolte come le immagini dei sogni al risveglio>. “

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