Anomia, globalizzazione dei diritti negati e produzione strutturale della devianza

verso una teoria dell’istigazione sistemica al crimine

di Mileydis Turfa Pierce


Abstract. Questo articolo propone una riformulazione teorica del rapporto tra globalizzazione neoliberale, erosione dei diritti, anomia e produzione di devianza. Contro una lettura riduttiva che interpreta il crimine esclusivamente come patologia individuale o rottura volontaria dell’ordine normativo, si sostiene che determinati assetti socioeconomici e socio-tecnici possano generare condizioni strutturalmente criminogene, inducendo adattamenti devianti attraverso pressione materiale, asimmetrie istituzionali, ricattabilità diffusa e slittamento delle soglie normative. L’articolo introduce il concetto di “istigazione sistemica al crimine”, intesa non in senso penalistico, ma come configurazione strutturale che produce incentivi indiretti alla trasgressione, ridefinendo simultaneamente il confine tra comportamento lecito, necessario e tollerabile. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra sociologia classica, criminologia critica, teoria delle piattaforme, filosofia politica e teoria della complessità, si propone che la globalizzazione contemporanea non coincida con universalizzazione dei diritti, bensì possa configurarsi, in forme specifiche, come globalizzazione dei diritti negati.



1. Introduzione

Le teorie dominanti della globalizzazione hanno frequentemente descritto l’integrazione economica transnazionale come vettore di espansione di libertà, mercati e, almeno in parte, diritti. Tale paradigma, da Saskia Sassen a David Held, ha spesso assunto una correlazione almeno potenziale tra globalizzazione e universalizzazione normativa. Tuttavia, l’evidenza prodotta da crescenti disuguaglianze, precarizzazione diffusa, espansione delle asimmetrie piattaformiche e intensificazione delle vulnerabilità amministrative suggerisce una possibile ipotesi inversa: che la globalizzazione possa operare anche come meccanismo di distribuzione sistemica della negazione dei diritti. Questo articolo sviluppa tale ipotesi e propone di connetterla alla questione dell’anomia e della produzione della devianza. L’argomento centrale è che, quando l’erosione dei diritti si combina con pressioni economiche, dispositivi disciplinari diffusi e congestione burocratico-algoritmica, si produce non soltanto instabilità sociale, ma una modificazione delle condizioni stesse di plausibilità del comportamento deviante.

2. Dall’anomia classica all’anomia sistemica

Il concetto di anomia, elaborato da Émile Durkheim (1897), descrive una condizione di indebolimento o disarticolazione dell’ordine normativo. Robert K. Merton (1938) ne radicalizza la portata mostrando come il disallineamento tra fini culturalmente prescritti e mezzi socialmente disponibili generi adattamenti devianti. Questo articolo propone di estendere tale quadro con il concetto di anomia sistemica. Non si tratta soltanto di deficit normativo, ma di una situazione in cui l’ordine sociale continua formalmente a produrre norme, mentre materialmente ne impedisce l’accessibilità simmetrica. L’anomia non emerge qui da assenza di regole, ma da eccesso contraddittorio di regole, da opacità procedurale e da asimmetrie strutturali tra obblighi e possibilità. In tale condizione, il soggetto non si confronta con il vuoto normativo, ma con una normatività congestionata e spesso ostile.

3. Globalizzazione dei diritti negati

La categoria di “globalizzazione dei diritti negati” indica un processo in cui la circolazione globale non universalizza diritti sostanziali, bensì universalizza dispositivi che li svuotano o li rendono condizionati. Ciò si manifesta almeno in quattro dimensioni: primo, precarizzazione del lavoro e insicurezza materiale (Standing 2011; Piketty 2013);
secondo, privatizzazione algoritmica della regolazione sociale (Srnicek 2017; Zuboff 2019); terzo, proliferazione di regimi reputazionali che redistribuiscono potere in forme asimmetriche; quarto, intensificazione di apparati amministrativi ad alta frizione che trasformano il cittadino in soggetto permanentemente esposto a vulnerabilità procedurali.
Qui i diritti non vengono formalmente aboliti; vengono resi intermittenti, condizionati, onerosi o difficilmente esercitabili.

4. Dalla pressione strutturale all’istigazione sistemica al crimine

In senso giuridico, l’istigazione al crimine implica induzione diretta. Ma in senso sociologico e criminologico si può formulare una nozione differente: istigazione sistemica. Per istigazione sistemica si intende una configurazione strutturale in cui: le condizioni materiali aumentano la pressione verso comportamenti devianti; le asimmetrie istituzionali riducono le possibilità di contestazione; i dispositivi normativi ridefiniscono ciò che appare necessario o plausibile; la saturazione sistemica produce adattamenti opportunistici o trasgressivi. Qui non vi è un soggetto che ordina di violare la norma; è la struttura che produce indirettamente incentivi alla sua violazione. Questo quadro è coerente con la General Strain Theory di Agnew (1992), con la criminologia critica di Quinney e con le analisi di Jock Young sull’esclusione tardomoderna.

5. Microfisica della coercizione e devianza indotta

Un contributo specifico di questo lavoro consiste nell’includere, accanto alle grandi dinamiche economiche, i micro-dispositivi quotidiani della coercizione. Sistemi reputazionali piattaformici, automatismi sanzionatori, procedure opache, escalation amministrative sproporzionate e ricattabilità digitale non costituiscono meri dettagli operativi. Essi possono essere letti come dispositivi che producono esposizione continua. In questo senso, la questione non è solo economica, ma foucaultianamente governamentale.
Il potere non agisce soltanto imponendo.
Agisce saturando.

6. Saturazione sistemica e produzione emergente di effetti punitivi

Un punto teoricamente decisivo riguarda la distinzione tra intenzionalità oppressiva e effetti emergenti. Non è necessario assumere un disegno centralizzato per osservare esiti sistematicamente punitivi.
Sistemi altamente complessi possono produrre tali effetti per congestione, feedback e auto-rinforzo. Qui diventano rilevanti teoria della complessità, studi sul red tape (Bozeman 2000) e l’analisi di Graeber (2015) sulla proliferazione burocratica. Questo consente di interpretare la produzione di devianza non solo come effetto del dominio, ma anche come emergenza di sistemi saturi.

7. Discussione

La tesi proposta implica una revisione di tre assunti. Primo, che deregolazione e neoliberismo coincidano. In molti casi il neoliberismo non riduce la regolazione, ma la redistribuisce in forme private, algoritmiche e opache. Secondo, che il crimine sia separabile dalle condizioni che lo rendono plausibile. Terzo, che la crisi dei diritti riguardi solo la loro restrizione formale. Può riguardare anche la loro erosione sistemica attraverso dispositivi diffusi.

8. Conclusioni

Questo articolo ha proposto di interpretare il rapporto tra globalizzazione, negazione dei diritti, anomia e devianza attraverso il concetto di istigazione sistemica al crimine.
La tesi non sostiene che gli assetti contemporanei causino meccanicamente il crimine. Sostiene che possano produrre condizioni strutturali che lo rendono più plausibile, adattivo o persino percepito come necessario. In questo quadro, la devianza non appare come semplice rottura dell’ordine. Può apparire come sintomo di una mutazione dell’ordine stesso.

Bibliografia

Agnew, Robert. Foundation for a General Strain Theory of Crime and Delinquency. Criminology, 1992.

Bozeman, Barry. Bureaucracy and Red Tape. 2000.

Brown, Wendy. Undoing the Demos. 2015.

Dardot, Pierre and Laval, Christian. La nouvelle raison du monde. 2009.

Durkheim, Émile. Le Suicide. 1897.

Foucault, Michel. Surveiller et punir. 1975.

Galtung, Johan. Violence, Peace and Peace Research. 1969.

Graeber, David. The Utopia of Rules. 2015.

Merton, Robert K. Social Structure and Anomie. 1938.

Piketty, Thomas. Capital in the Twenty-First Century. 2013.

Quinney, Richard. Critique of Legal Order. 1974.

Srnicek, Nick. Platform Capitalism. 2017.

Standing, Guy. The Precariat. 2011.

Stiglitz, Joseph. The Price of Inequality. 2012.

van Dijck, José, Poell, Thomas, de Waal, Martijn. The Platform Society. 2018.

Young, Jock. The Exclusive Society. 1999.

Zuboff, Shoshana. The Age of Surveillance Capitalism. 2019.

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