di Angelo Mazzei
Io sostengo storiograficamente con rigore che Parmenide non sia nato nell’insediamento campano di Elea ma quasi certamente in Corsica, presso la colonia di Alalia, – o meno probabilmente, in alternativa, nella Sardegna del nord, o sull’isola di Pianosa o sull’Elba, – in un ristretto arco temporale compreso tra il 544 e il 541 avanti Cristo, poiché, deducendo l’anno di nascita attraverso la sottrazione di quattro decenni dalla sua acmé fissata tradizionalmente tra il 504 e il 501 avanti Cristo quasi in concomitanza con la rivolta ionica (499 a.C.) evocata da Nietzsche, si giunge esattamente al quinquennio in cui i Focei, fuggiti (545 a.C.) dall’Anatolia per l’avanzata persiana, stazionavano sull’isola tirrenica non come pacifici esuli ma in veste di spregiudicati corsari intenti a dominare le rotte marittime e certo con appetiti sulla vicinissima isola d’Elba per sfruttarne i giacimenti di ferro, una politica di brutale imperialismo commerciale – del tutto analoga a quella che i Greci di Siracusa avrebbero perseguito decenni dopo – e che inevitabilmente scatenò la reazione armata degli Etruschi, sfociando nella celebre e sanguinosa battaglia navale di Alalia (540-535 a.C. circa) che costrinse infine i Focei sopravvissuti, e con essi il nucleo familiare del giovanissimo Parmenide, a una nuova e disperata fuga verso sud fino alla occupazione definitiva di VELI (Elea) il cui nome tra l’altro tradisce un’origine certamente etrusca.
Bibliografia superessenziale
Nietzsche, F. , La filosofia nell’età tragica dei Greci
Diogene Laerzio. Vite e dottrine dei più celebri filosofi
