PER GLI SQUADERNATI

PER GLI SQUADERNATI (E GLI INEDITI) 

– La scrittura è una gran puttana.

Poi prese la moka e la versó in una tazza inglese, ne caddero poche gocce, ed era freddo.

– È una gran puttana in vetrina. Che se chiude le tende diventa solipsista o, nel migliore dei casi, esoterica e mistica.

– La scrittura mostra il suo corpo nudo come offesa e provocazione. Non come la voce, che non si rivela, a meno che non se ne faccia una questione della sua relativa fisiognomica. La voce puó anche arrivare dal buio, scaturire dalla tenebra senza faccia. La scrittura invece insiste, persiste, dura, e non arriva se non mostrandosi. La scrittura è impudica essenza.

– E tu cosa stai scrivendo, se ci riesci, ad essere scrittore senza essere pappone?

– Della morte non proprio. Già la morte quasi si mostra, si affaccia un attimo alla vita. La morte poi rimane, nella scia del lutto e schiume di ricordi, perché la morte è sempre altrui. Dello spirito piuttosto.

– Che parola complicata, complessa, proprio davvero ingarbugliata. Una di quelle parole che ci richiamano alla loro etimologia per chiederci di essere dimenticate. Il respiro. L’essenza impercettibile della vita. Il ritmo dell’identità, che scandisce i tempi della crescita e dell’individuazione. I tempi dell’assoluzione, nei suoi due sensi identici di ció che assolve e scioglie rendendo assolto e assoluto. Lo spirito assoluto, sciolto, slegato dalla costrizione dello scritto fenomenico. Lo spirito puro, senza puttane, il respiro immediato senza puttanate. Tutto il vero che non c’è.

– Impresentabile… 

– Già, tutto ció che non si fa mai presente, il Grande Assente. 

– Dio, il remoto, l’esotico, l’antico, il preistorico, il futuro, il fantascientifico, il distopico, l’ucronico. 

– Oppure, i divini, remoti esotici ed antichi. I divini futuri, utopici ed acronici. I sempiterni. 

– I non iscrivibili. I non iscritti. Tutti quelli che non sono soci eppure entrano. I clandestini, gli stranieri, estranei, strani ed alieni. I non etichettati. I vini buoni, ma buoni davvero, fatti a mano, o coi piedi, senza nomi. I non mai battezzati.

– Gli irriducibili.

(10.02.22)

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