MANIFESTO?

Per una Nova Scienza

Puó essere che la maggior parte di noi non se ne renda completamente conto – eppure il 2019 è stato l’ultimo anno di un’epoca.
Questi ultimi quattro anni (20-21-22-23) sono stati “strani”, ma a modo loro straordinari. Il nostro modo di pensare e di vedere il mondo ha dovuto annaspare per stare a galla.
Stare al mondo è diventata un’arte estrema che comporta una buona dose di pragmatismo e la capacità di esperire situazioni del tutto inedite.
Non è detto che #covid, #Ucraina e #Gaza siano segnali “definitivi” di una tendenza in atto. Potrebbero anche rivelarsi come eventi sporadici e non strutturalmente concatenati al flusso dell’essere, ma ad oggi è più facile leggerci l’avvio di una rivoluzione degli equilibri geopolitici e culturali a livello globale.
Non è neanche detto che queste scosse telluriche, – capaci di destabilizzare il sistema, mostrandone le falle peggiori in termini di pace, salute, sicurezza, rotte dei mercati e distribuzione delle ricchezze, – si facciano fenomeni costitutivi del prossimo avvenire; certo è che se questo scenario prevederà altri atti altrettanto o ancora più tragici, allora la mia idea che ci occorra al più presto una nuova collezione di paradigmi per andare nel futuro, non sarebbe poi cosí campata in aria.
Ripartire dalle Nozze di Mercurio e Filologia, rimettere cioè in interscambio psicologia, filosofia, storia, archeologia, linguistica, filologia… far passare le informazioni tra i diversi settori di studio, ricostruire utilizzando le culture protostoriche una Nova Scienza Umana sulla quale poi rifondare il concetto stesso di “scientifico”.

Una lucina Uni Lucina

escursioni in terrae hostili
UNI LUCINA NEL BUI 😁

Che nell’area egea insulare e continentale si parlassero già diverse lingue tra il 1800 e il 1500aC è credo opinione abbastanza comune.
Nell’area italica pure, alcune delle quali forse simili ad alcune altre egee.
Bisogna sottolineare come la storiografia tenda a disinteressarsi delle lingue solo parlate e prediligere di volta in volta la lingua sovrana, spesso la sola ad essere attestata in documenti.
Se noi per esempio parliamo dell’isola d’Elba nel ‘700 dell’ era moderna, non dobbiamo immaginare che gli elbani fossero dei poliglotti con la piena maestria delle lingue toscana, spagnola, inglese e francese; essi tra loro continuavano a parlare nello stesso modo indipendentemente dalle lingue dei sovrani di turno.
Cosí come a distanza di oltre un secolo e mezzo dalla riunificazione dell’Italia, ancora vi sono vive lingue (dialetti) diverse, nonostante l’alfabetizzazione univoca e diffusa per mezzo di scuola, radio e new media.

Che la lingua latina sia diretta discendente dal ramo “miceneo” delle lingue egee sembrerebbe lampante, ma nessuno ancora oggi è in grado di dirci nulla sulle differenze con l’altro più originario ramo linguistico che forse corrisponde alle lingue che venivano scritte in lineare A.
Le scienze storiche si trovano in una delicatissima fase, coinvolte anch’esse dalla crisi del modello deterministico positivista, che nei piani alti ha segnato il passo già da un secolo, ma che fatica a soppiantare radicalmente la visione del mondo dei precedenti paradigmi.

Da mezzo secolo sono diventate parte del vocabolario popolare il “battito d’ali di una farfalla che scatena un uragano”, la “qualità emergente” per cui n+n<2n, il “punto critico” dei gas complessi e le dinamiche del caos, lo “enslaving principle” della sinergetica, il “paradosso dell’entanglement quantistico”, ecc.
Ma al di là della terminologia, la mentalità massiva e massiccia resta sprofondata in un sapere oramai rimasto senza fondamenti, e la massa resta coi piedi per terra come sulle zolle volanti nel videogioco di Supermario.
Questo non è un problema sociale, dal momento che, come ci ricordano molti scienziati, le leggi del determinismo hanno una loro efficacia contestuale nella vita di tutti i giorni; ma andrebbero abbandonate nel passaggio dialettico totale che deve compiere quello stesso ragazzo che, mentre alla sera fa l’apericena con gli amici consapevole del determinismo per il quale qualche spritz causa effetti prevedibili non troppo complessi, al mattino dopo scrive un saggio accademico sulle lingue e le culture dell’età del bronzo – quando bisogna che abbandoni le logiche che usava la sera prima per ragionare e scherzare con gli amici, in favore di una visione complessa e teoretica dove valgono altre leggi di paradigmi alieni al quotidiano.

Quello che mi interessa particolarmente trovare oggi è uno studio ben fatto e corredato di giustificazioni sul “dato per scontato e convenuto” fatto, lo dico con ironia esemplare, che gli etruschi “sbarchino” (si formino, cfr. Pallottino) nel 1175aC e i latini “sbarchino” (si formino, cfr. Torelli) tra il 1800 e il 1450aC.
Questa datazione tra l’altro non ci dice niente sulle origini culturali e linguistiche dei popoli italici, se non a patto di intavolare un’analisi comparata tra dati archeologici, mitostorici e linguistico-storici.
Ogni risposta che si dissoci in maniera totalitaria da una di queste tre fonti e pensi di poter rispondere facendone a meno, è una risposta fallita in partenza.
Falliti sono i teoremi che si basano su approfondite glottologie comparate ma ignorano i dati emersi dagli scavi, e viceversa.
Falliti sono anche i teoremi che io chiamo “ridanciani e derisori”, ovvero quelli ancora cosí radicalmente positivisti/deterministici che invece di affidarsi a Jung, Bateson, Dirac, Prygogine, Thom, Wittgenstein e Heidegger, ancora ragionano in termini newtoniani come fossero un’agenzia americana di rating che fornisce risultati basati solo su parametri morti, su dati numerici tutti semplificati in nome di un trend che taglia fuori ogni loro complessità ed elimina la speranza nei “battiti d’ali delle farfalle”.

Dovremmo insegnare da zero ai ragazzi che per quanto le carriere specialistiche siano nel loro destino, queste non possono prescindere da due elementi fondamentali nella formazione di uno scienziato/ricercatore.
La cultura generale approfondita e un sapere interdisciplinare, è il primo elemento, un corredo di saperi teoretici complessi e paradigmi alternativi ed interscambiabili, il secondo ma non per questo meno importante elemento.

Soltanto dopo ci si puó disporre ad affrontare problemi complessi.

APPENDICE

Ho iniziato a scrivere questo post perché stavo ragionando su LUCINA.
Un piccolo indizio: IUNO LUCINA è l’aspetto fosforeo di Giunone, come ci ricorda Dionigi Alicarnasseo, ΦΏΣΦΟΡΟΣ, Phos-phoros, Luci-fera, è la Dèa Giunone Lucifera, che porta la luce propria incontro a quella del Sole, segnando la fine dei Giorni Inferi (infero inverno, 60 giorni di buio) misurati con parametro assoluto, cioè non misurati da un popolo stanziale con una visione del mondo geolocalizzata e costretta relativamente a coordinate fisse, ma da un popolo con una visione globale totale (sferica) del pianeta, che poteva conoscere i parametri per definire un inverno assoluto, e che quindi, anche se non “di persona” ma solo a livello astromatematico, conosceva il dato scientifico dell’esistenza di equatore e poli terrestri, di zone rispondenti a regole di calendarizzazione estreme (levata e calata del sole rispettivamente all’equatore e ai poli). Questo argomento ha fatto spesso concludere che il calendario tipicamente etrusco sia il retaggio di un più antico calendario studiato in aree più settentrionali, facendo cosí inserire l’ennesima possibile origine degli etruschi dall’Iperborea.
Ma qui, in realtà, volevo solo scrivere un post sull’etimologia della parola LUCE. Tutto il resto è solo un’introduzione al dubbio che sollevo sul confronto LUC/LUX italico e PHA/PHOS ellenico, irriducibili.

nota: non siate positivisti inconsapevoli, dissociate il vostro cervello dal presupposto lucifero cristiano e considerate che qui si parla di divinità italiche di un mondo politeistico in cui le categorie nate in seguito non possono essere applicate.

nota2: VNI LVCINA si festeggia probabilmente a segnare che manca una settimana etrusca (ottimana, NVNΘEΝE?) all’inizio dei Giorni di Luce Solare, del Calendario della Vita. Secondo Magini (Astronomia, Erma di Bretschneider) segnerebbe il Capodanno Lunare, nove giorni prima di quello Solare.

nota3: vi invito a leggere e studiare un testo che ho ripubblicato su academia edu. Si tratta della voce “ceremito con nota di Mazzei” tratta dagli scritti del mio conterraneo Mellini Ponce y León, corredata di una nota nella quale approfondisco l’etimologia di “ceremito” senza peró ricordare, a proposito di Libero, che i Liberalia sono una festa romana che ha luogo la settimana dopo capodanno (etrusco).

Non ve ne pentirete

SE VI CAPITA L’OCCASIONE

Nel contesto attuale dell’emancipazione femminile, molte donne hanno conquistato ruoli di potere, indipendenza economica e una voce più forte nella società. Tuttavia, c’è un ambito intimo in cui la liberazione delle donne sembra ancora ostacolata: la sfera sessuale.

Nonostante i progressi nell’affermazione dei diritti delle donne, molte si trovano ancora intrappolate in un paradigma sociale arcaico, quello che impone che “un uomo è per sempre”. Questa mentalità obsoleta costringe le donne a sacrificare la propria soddisfazione sessuale per mantenere l’armonia nella relazione.

Nel contesto dell’orgasmo eterodotto, molte donne si ritrovano a rinunciare al proprio piacere sessuale, reprimendo i propri desideri per paura di mettere in discussione la stabilità della relazione. Questa situazione riflette una disuguaglianza sessuale persistente che limita la realizzazione sessuale delle donne.

Le donne sono spinte a conformarsi a un’idea tradizionale di relazione, sacrificando spesso il proprio benessere e piacere sessuale in nome di un presunto equilibrio. Questo comportamento limita la libertà sessuale delle donne, portando a una discrepanza tra ciò che si vorrebbe e ciò che si vive.

La strada verso la vera emancipazione sessuale richiede una ridefinizione dei ruoli di genere e delle aspettative nelle relazioni. Le donne devono sentirsi libere di esplorare e esprimere i propri desideri senza essere giudicate o condizionate da standard sociali arcaici.

Educare e sensibilizzare sulle pari opportunità di soddisfazione sessuale e di autorealizzazione è fondamentale per il raggiungimento di una società più equa e inclusiva. Rompere il tabù dell’orgasmo eterodotto richiede un impegno collettivo per smantellare le norme sociali che limitano la libertà sessuale delle donne.

Nonostante i progressi dell’emancipazione femminile, la strada verso la liberazione sessuale delle donne è ancora lunga. Rompere il paradigma “un uomo è per sempre” richiede un cambiamento culturale profondo e un impegno condiviso per garantire a tutte le donne la libertà di vivere appieno la propria sessualità senza dover rinunciare al proprio piacere.

Ce la sentiamo di incitare tutte le donne del mondo con questo potente mantra:

Se vi capita, datela, non ve ne pentirete.

TESTI ETRUSCHI

di Igor K. Garshin

I pesanti cancelli che custodiscono il segreto etrusco non sono ancora stati aperti. (Ian Burian)

Oggi abbiamo circa 12.000 iscrizioni etrusche, per lo più su ceramica, pietra o bronzo. Fa eccezione l’iscrizione sui nastri di lino della mummia di Zagabria. Ogni anno vengono pubblicati nuovi testi, che la rivista “Studi Etruschi” pubblica regolarmente nella sua “Rivista di Epigrafia Etrusca”. Tuttavia, la maggior parte di queste iscrizioni sono brevi e monotone. In definitiva, abbiamo solo una dozzina di testi più o meno lunghi. Altrimenti si tratta di epitaffi, che indicano il nome del defunto e brevi informazioni sulla sua vita e professione, oppure sono oggetti votivi, che indicano che il dono è stato presentato da questa o quella persona a questa o quella divinità. Tali fonti contengono principalmente nomi propri e un vocabolario scarso. Lo stesso si può dire del testo più lungo, la Tavola di Cortona, poiché delle 206 parole che compongono questa iscrizione, 107 sono nomi propri, riuniti in quattro elenchi successivi. In definitiva, abbiamo solo 60 parole che hanno un significato lessicale, ma rimangono il nostro “punto dolente”, poiché gli hapax – parole che compaiono una sola volta – nella maggior parte dei casi non possono essere tradotte con precisione.

Attualmente si conoscono più di 12mila iscrizioni etrusche , ma pochissime di esse contengono più di venti parole. Nel 1893 le iscrizioni in etrusco iniziarono ad essere raccolte nel Corpus Inscriptionum Etruscarum. Le iscrizioni in base allo scopo previsto possono essere suddivise in 5 categorie:

iscrizioni dedicazionali, che sono contenute soprattutto su vasi dove è indicato il nome del proprietario o del donatore, ad esempio mi Larθa – io [sono] di proprietà di Lart (TLE 154), mi mamerces: artesi – io [sono] di proprietà di Mamercus Arte (TLE 338);

iscrizioni votive indirizzate a un eroe o ad un altare, ad esempio mini muluvanece Avile Vipiiennas – Aulus Vibenna mi diede (TLE 35);

iscrizioni funerarie su sarcofagi e tombe, ad esempio mi larices telaθuras suθi – I [sono] la tomba di Larisa Telatura (TLE 247);

iscrizioni su stele dedicate a una persona specifica;

le iscrizioni lunghe contenenti più di 20 parole sono le meno numerose.

Di quelle lunghe, si conoscono solo 8 iscrizioni contenenti più di 40 parole (http://www.tezan.ru/etr_1.htm):

“Il Libro di Lino” (Liber Linteus, [data?]) è un libro scritto su lino, contenente circa 1200 parole, di cui 500 diverse;

-le tegole di Capua (V-IV secolo aC) contengono un’iscrizione in bustrofedone, composta da 62 righe e circa 300 parole leggibili;

un palo di confine da Perugia (II secolo aC) contiene informazioni sulla divisione di due appezzamenti di terreno, contiene 46 righe e 130 parole;

-un nastro di piombo rinvenuto nel santuario di Minerva (V secolo aC) contiene 11 versi e 80 parole (di cui 40 leggibili);

un disco di piombo da Magliano (V secolo aC) contiene più di 80 righe;

-Aribal (VII secolo aC) contiene 70 parole;

tavolette da Pirga (V secolo aC) – tre tavole d’oro, due delle quali contengono 52 parole in lingua etrusca;

una tavoletta bronzea proveniente da Cortona (Tabula Cortonensis, III-II secolo aC) contiene iscrizioni relative alla vendita di proprietà fondiarie, incise su entrambi i lati (32 righe su uno, 8 sull’altro).

Poiché, dal IV secolo a.C. è stato utilizzato l’alfabeto etrusco di diversa composizione (sono state tolte 6 lettere, ne è stata aggiunta una), è meglio presentare i testi non in ordine di grandezza, ma in ordine di epoca (questo è consigliabile anche per la fatto che è cambiata anche la lingua):

Aribal (VII secolo a.C.)

Tavoletta di Pyrgi (V secolo a.C.)

Nastro di piombo rinvenuto nel santuario di Minerva, (V secolo a.C.)

Testo su disco di piombo da Magliano (V secolo a.C.)

Tegole da Capua (V-IV secolo a.C.) [perché tanta incertezza nella datazione – dopo tutto, dal 400 a.C. e. iniziato a usare un alfabeto leggermente diverso?]

Tabula Cortonensis (III-II secolo a.C.)

Сuppis perusinus

La scritta di San Manno

La scritta dell’Arringatore

Il sepolcro Della Famiglia Claudia

Liber Linteus etrusco

Testo della Stele di Lemno

Testo sulla sepoltura di Tanakvisli

Iscrizione etrusca BU 899 (CAE. CASTRUM NOVUM)

Da tenere in considerazione anche la probabile dialettalità della lingua etrusca. Se la 12 città etrusca si trovava sulle coste occidentali e orientali del Nord Italia, e queste aree non erano collegate, allora, molto probabilmente, c’erano almeno 2 dialetti: occidentale e orientale.

Testi presentati in scrittura etrusca (e altre sezioni della pagina):

1. Tabula Cortonensis (tavola della città di Cortona)

2. Сuppis perusinus (pilastro di confine da Perugia)

3. Tavoletta Pyrgi (tavoletta di bronzo di Pyrgi)

4. La scritta di San Manno

5. La scritta dell’ Arringatore (iscrizioni dall’Arringatore)

6. Il sepolcro Della Famiglia Claudia (iscrizioni della cripta claudia)

7. Liber Linteus etrusco (“Libro di lino” sulla mummia di Zagabria)

8. Testo sulla sepoltura di Tanakvisli [unico – con vocale O]

9. Disco di piombo da Magliano

Iscrizioni etrusche multilinea (BU 899, ecc.)

Iscrizioni di più parole sopra scene di battaglia

Altre iscrizioni etrusche composte da più parole

Iscrizioni etrusche fuori dall’Etruria

Iscrizioni di Lemno in scrittura etrusca antica

Fonti

Vedi anche le pagine sulla scrittura etrusca e sul vocabolario etrusco .

Più avanti nella pagina vengono usate le traslitterazioni greche e latine: c – k, θ – th, χ – x (avrebbe potuto essere kh), σ – s.

1. Tabula Cortonensis (tavola della città di Cortona, III-II secolo a.C.)

Iscrizione fronte-retro relativa alla vendita di proprietà fondiaria (32 righe da un lato, 8 dall’altro).

Lato A

Tavola della città di Cortona con testo etrusco sulla delimitazione del territorio

1. E{.} • PÊTRUIS ΣCÊ [VACAT] VÊS ÊLIUNTS • V?[-] […]

2. INAC • RESTME • CEN [VACAT] U • TÊNΘUR SAR • CUΣ[-]

3. UΘURAS • LARIΣALIΣVLA [LARISA LI SULA – NOMI?] • PEΣC • ΣPANTE • TÊNΘUR • [? ? cottura al forno?..]

4. SA • SRAN • SARE • CLΘIL • TÊΣNA [VICINO?] • ΘUI • ΣPANΘI • ML[-] [vicino a quello]

5. ESIÊΘIC • RASNA ΣIII > [VACAT] INNI • PEΣ • PÊTRUS • PAV[-] [esi-eticista rasna – etrusco nobile?]

6. AC • TRAULAC • TIUR • TÊNΘURC • TÊNΘA • ZACINAT • PR[-] [… concepire]

7. INISERAC • ZAL // CS • ÊSIS [SEI – SEI?] • VÊRÊ CUΣUΘURSUM • P [porta.. mangia alla fede..]

8. EΣ • PÊTRUSTA • ΣCÊVA [S] // NUΘTANTUR • LART • PETR [chevo…scrigno di Petruni][scaeva in latino – mancino]

9. UNI • ARNT • PINI • LART • VIPI • LUΣCE • LARIΣ • ΣALINI [salato?] • v [.. bere meglio .. unto]

10. ÊTNAL • LART • VÊLARA • LARΘALIΣA • LART • VÊLARA [scrigno di Velar Lartalich, scrigno di Velar Aulich]

11. AULEΣA • VEL • PUMPU • PRUCIU [PER FAVORE?] • AULE • CÊLATINA [QUE? LATINA] • ΣÊ[-]

12. TMNAL • ARNZA • FÊLΣNI • VÊLΘINAL • VÊL • LUIΣNA [ottimo… extra]

13. LUSCE • VÊL • UΣLNA • NUFREΣA • LARU • ΣLANZU • LARZ [meglio led?..]

14. A LARTLE VÊL • AVES • ARNT • PÊTRU • RAUFE // ÊPRU

15. S • AME • VELΧE • CUΣU LARISΣAL • CLENIARE • LARIΣ

16. CUΣU LARISΣALIΣA LARIZAC • CLAN • LARISΣAL • PÊTR

17. U • ΣCÊVAS • ARNTLEI • PÊTRUS • PUIA [VACAT]

18. CÊN • ZIC • ZIΧUΧE • ΣPARZÊSTIS • SAZLEIS • IN [coordinazione temporale?]

19. ΘUΧTI • CUΣUΘURAS • ΣUΘIU • AME •TAL • ΣUΘIVE [GIUDIZIO]

20. NAS • RATM • ΘUΧT • CESU • TLTEL • TÊI • ΣIANS • ΣPA [giocattolo]

21. RZÊTE • ΘUI • ΣALT • ZIC • FRATUCE [FRATELLO?] • CUΣUΘURAS • LA[-]

22. -RIΣALIΣVLA • PÊTRUSC • ΣCÊVAS • PEΣS • TARΧIAN

23. ES // CNL • NUΘE • MALEC • LART • CUCRINA • LAUΣIΣA • [bisogno del petto di latte Kukrina Luzhitsa]

24. ZILAΘ • MEΧL • RASNAL • L[A]RIΣ • CÊLATINA LAU

25. ΣA [CL]ANC •ARNT • LUΣCNI • [A]RNΘAL • CLANC • LARZ

26. A • LART • TURNMA • ΣALIN[L—A] [scrigno di Turnma Salina]

27. PNAL • CLENIARC • VELΧE [—PAPALE]

28. SERC • VÊLΧE • CUΣU • AULE [ΣA—]

29. ANINALC • LARIΣ • FULN [pieno, doloroso?] [i—]

30. RC • LART • PÊTCE • UΣLNAL [•—]

31. INAΘUR • TÊCΣINAL • VEL [—]

32. US LARIΣC • CUΣU • UΣLNA [L—]

Ecco una versione di questo testo con presunte fusioni di parti di parole e divisione in morfemi, locuzioni ed enunciati:

e.. pEtru-is ScE[?]v-Es Eliunt-s [Peter Lefty da Eliunt? Oppure: questo è Pyotr Levsha Ilyich]

v.. inac restme cen[?]u

tEnTur sar

cuSu-Tur-as lariS-aliS-vla (1)

peSc Spant-e

tEn-Tur sa sran sare clTil tESna Tui SpanT-i [stretto?]

mlesiETic rasna..inni

peS petru-s pav ac traula-c ti-ur

tEnTur-c tEnTa zacinat [inizio?]

priniserac zal cs Esis vErE

cuSu-Tur-sum

peS pEtru-st-a ScEv-a nut-tant-ur

lart petru-ni arnt pi-ni

lart vip-i luSce (1) lariS Salin-i Etna-l

lart vElara larTali-Sa

lart vElara aule-Sa

vel (pump-u pruci-u) aule cE-latino-a

SE tmna-l arnza fElSni vElTina-l

vEl (luiSn-a lusce (2))

vEl (uSln-a (1) nufreS-a) (lar-u Slanz-u)

(larz a lart-le (1))

vEl aves arnt

pEtru rauf-e Eprus am-e velx-e

cuSu laris-Sal cleniar-e lariS

cuSu laris-Sal-iS-a larizac clan larisSal

pEtru ScEv-as arnt-lei

pEtru-s puia cEn

zic (1) zix-uxe

SparzE-sti-s saz-lei-s a Tuxti

cuSu-Tur-as SuTiu

am-e tal SuTiv-e

nas ratm Tuxt cesu tltel tEi Sians

Sale SparzE-te Tui

zic (2) frat-uce

cuSu-Tur-as lariS-aliSvla (2)

pEtru-sc ScEva-s peS-s tarxian

es cnl nut-e malec lart cucrin-a lauS-iS-a

zilaT (mex-l rasna-l) lariS cE-latino-a

lauS-a clan-c

arnt luScni arnTal clan-c

larz a lart (2)

turnma Salin pnal

cleniar-c velxe

ser-c vElxe

cuSu aule aninal-c lariS fuln rc [?]

lart petce uSlna-l

ina-Tur tEcSina-l vel us lariS-c

cuSu uSlna (2)

Questo testo è stato elaborato con la seguente query SQL Oracle:

SELECT distinti upper(regexp_substr(str, ‘[^•]+’, 1, LEVEL)) num

FROM (SELECT

‘•e•pe2truis•shce2•ve2s•e2liunts•v•inac•restme•cen•vacat•u•te2nthur •sar•cush •uthuras•larishalishvla•peshc•shpante•te2nthur•sa•sran•sare•clthil•te2shna•thui•shpanthi•ml •esie2thic•rasna•inni•pesh•pe2trus•pav•ac•traulac•tiur•te2nthurc •te2ntha•zacinat•pr •iniserac•zal•cs•e2sis•ve2re2•cushuthursum•p•esh•pe2trusta•shce2va•nuthtantur•lart•petr •uni•arnt•pini•lart•vipi•lushce•larish•shalini•e2tnal •lart•ve2lara•larthalisha•lart•ve2lara •aulesha•vel•pumpu•pruciu•aule•ce2latina•she2•tmnal•arnza•fe2lshni•ve2lthinal•ve2l•luishna •lusce•ve2l•ushlna•nufresha•laru•shlanzu•larz •a•lartle•ve2l•aves•arnt•pe2tru•raufe•e2pru •s•ame•velkhe•cushu larisshal•cleniare•larish•cushu•larisshalisha•larizac•clan•larisshal•pe2tr •u•shce2vas•arntlei•pe2trus• puia•ce2n•zic•zikhukhe•shparze2stis•sazleis•in •thukhti•cushuthuras•shuthiu•ame•tal•shuthive•nas•ratm•thukht•cesu•tltel•te2i•shians•shpa •rze2te•thui•shalt•zic• fratuce•cushuthuras•la•rishalishvla•pe2trusc•shce2vas•peshs•tarkhian •es•cnl•nuthe•malec•lart•cucrina•laushisha•zilath•mekhl•rasnal•larish•ce2latina•lau •sha•clanc•arnt•lushcni• arnthal•clanc•larz•a•lart•turnma•shalin •pnal•cleniarc•velkhe•serc•ve2lkhe•cushu•aule•aninalc•larish•fuln •rc•lart•pe2tce•ushlnal•inathur•te2cshinal•vel•us• larishc•cushu•ushlna•’

str FROM dual)

CONNECT BY instr(str, ‘•’, 1, LEVEL-1) > 0

ORDER BY num — in modo che tutte le parole simili del testo siano una accanto all’altra

Di conseguenza, è stato prodotto il seguente elenco di parole [a destra – autore. Appunti]:

1A

2 CA

3 A.M.E.

4 ANINALC

5 ARNT [nome Arnt ~ gr. Caronte?]

6 ARNTHAL [-hal (o -al) – desinenza]

7 ARNTLEI [-lei – finale]

8 ARNZA [-ja – finale (t trasformata in z – ts)]

9 AULE

10 AULESHA [-σa – finale]

11 AV

12 CE2LATINA [CE – prefisso, articolo o pronome?]

13 CE2N [-n – finale]

14 CEN [e/ê]

15 CESU [-s – finale]

16 CLAN

17 CLANC [-k – finale]

18 CLENIARC [klen-jar-k]

19 CLENIARE [klen-jar-e]

20 CLTHIL

21 CNL

22 CS [=CUSH?]

23 CUCRINA

24 CUSCINI

25 CUSHU

26 CUSHU LARISSHAL

27 CUSHUTHURAS [kushu θuras (o -as)]

28 CUSHUTHURSUM [kushu θurs-um (o thur-sum?)]

29E

30 E2LIUNT

31E2PRU

32 E2SIS [toponimo greco Esis?]

33 E2TNAL [êt-nal?]

34 ES [=ESH?]

35 ES

36 ESIE2THIC [-ik?]

37 FE2LSHNI [-ni?]

38 FRATUCE [~ fratello; -uk-e]

39 FULN [~ completo]

40 pollici

41 INAC [in-ak?]

42 INATHUR

43 INISERAC [iniser-ak?]

44INNI

45LA

46 LARISH [-iσ?]

47 LARISHALISHVLA [lariσ-al ishula]

48 LARISHC [desinenza -k (o -‘k: s > σ)]

49 LARISSHAL [laris-σal o -al]

50 LARISSHALISHA [laris-σal iσa]

51 LARIZAC [Z – variante SH? poi -ak – fine]

52 LART [larty – profumo]

53 LARTHALISHA [larθ-al-iσ-a < is-ja?]

54 LARTLE [-le/-lei?]

55 LARU [-u?]

56 LARZ

57 LAU

58 LAUSHISHA

59 LUISHNA [-na]

60 LUSCE [lusk-e o lus-ke?]

61 LUSHCE [come precedente]

62 LUSHCNI x-lusk-ni]

63 MALEC

64 MECHHL

65 ml

66 NAS

67 NUFRESHA

68 NUTHE [-e?]

69 NUTHTANTUR [nuθ tantur]

70P

71 PAD

72 PE2TCE

73PE2TR

74PE2TRU

75 PE2TRUIS

76 PE2TRUS

77 PE2TRUCCO

78 PE2TRUSTA

79 PESH

80 PESHC

81 PESH

82 PIETRO

83 PINI

84 PNAL

85 PR

86 PRUCIO

87 PUIA

88 POMPA

89 RASNA

90 RASNAL

91 RATM

92 RAUFE

93 RC

94 RESTME

95 RISHALISHVLA

96RZE2TE

97S

98SA

99 SAR

100 SAR

101 SAZLEIS

102 SERC

103 SHA

104 SHALIN

105 SHALIN

106 SARAI

107 SHCE2

108 SHCE2VA

109 SHCE2VAS

110 LEI2

111 SHIANI

112 SHLANZU

113 SPA

114 SHANTE

115 SHANTHI

116 SHPARZE2STIS

117 SHUTHIU

118 SHUTHIVE

119 SRAN

120 TAL

121 TARKHIAN [nome o genitivo – Tarkhov?]

122 TE2CSHINAL [-shi-nal o -in-al?]

123TE2I

124 TE2NTHA [-θa o -a?]

125 TE2NTHUR [-θur o -ur?]

126 TE2NTURC

127TE2SHNA

128THUI

129 THUKHT

130 THUKHTI

131 TIR

132TLTEL

133 TMNAL [t(?)m-nal

134 TRAULAC [traul-ak]

135 TURNMA [tur(?)n-ma?]]

136U

137 UNI [dea Giunone? -i – femminile?]

138 USA

139 USHLNA [uσ(?)l-na]

140 USHLNAL [uσ(?)l-nal o na-l]

141 UTURAS [uθur-as?]

142 V

143 VACATO

144VE2L

145 VE2LARA

146 VE2LARA

147 VE2LKHE [vêl-ux-e]

148 VE2LTHINAL [velθin-al]

149VE2RE2

150 VE2S

151 VEL

152 VELKHE [vel-ux-e]

153 VIP

154 ZACINAT

155 ZAL

156 ZIC

157 ZIKHUKHE [zix-ux-e]

158 ZILATH

Solo dall’analisi di questo grande testo si possono trarre molte conclusioni: ortografiche, fonetiche, morfologiche, sintattiche e lessicali:

invece di Ф (ph) viene utilizzato F

niente H

Z – una variante di una T ammorbidita (molto probabilmente ts)

V è talvolta letto come U

le consonanti aspirate sono varianti delle consonanti non aspirate (o l’aspirazione è degenerata del tutto o non è stata annotata per iscritto come una caratteristica poco importante?)

La U è spesso ridotta (come la Ъ slava), e alla fine di una parola, così come accanto alle nasali e alle sonorità morbide, cade

inoltre, accanto alle sononti (specialmente tra 2 vocali), altre vocali (probabilmente E) possono apparentemente scomparire

anche in fine di parola si possono ridurre altre vocali (I?).

ê era molto probabilmente pronunciato come una A frontale o come un dittongo AJ – questo è indicato dalla parola σcêva, consonante con il latino scaeva “mancino”

alcune vocali si alternano: e/ê (cen/cên, vel/vêl)

lingua – agglutinante con suffissi (di solito non più di 2 in una catena)

un insieme di suffissi (molto spesso desinenze flessive, ma probabilmente c’erano anche suffissi per la formazione delle parole): -(A)K, -AL, -(A)S?, -E, -IK, -IS?, -(J )A, -VASO; -LE(I), -MA?; -N, -NA, -NAL (-N-AL O -NA-L?), -NI; -S(U), -ΣA, -TA (VEDI PÊTRUSTA); -UM?, -UK(H)-

le desinenze probabilmente trasmettevano le categorie di nome (casi) e verbo; l’accordo tra le parole non è sorprendente: forse c’era un ordine fisso delle parole

anche se probabilmente esiste accordo tra membri omogenei: velxe cushu sul lato A e velxes cushus sul lato B; anche ΣPARZÊSTIS SAZLEIS (A), HUÐIŚ ZAÐRUMIŚ (Pagina 8 LK), śvris eis SD Magliano)

sembrano osservati anche alcuni prefissi (o preposizioni e articoli?) (vedi cê-latina)

il vocabolario contiene indoeuropeismi (fulna, fratuce, petr-)

e sul lato B ci sono generalmente molte parole latine (cusual, cusus, usus) e, in generale, parole con caratteristica i.e. desinenze -s (-es, -is, -us)

Sulla base della grammatica, possiamo fare la seguente ipotesi: se è costruito come nella maggior parte delle lingue agglutinanti, così come in latino, allora il predicato viene alla fine . All’inizio – di solito l’argomento. E l’addizione diretta e la catena di addizioni indirette (con suffissi) sono nel mezzo tra loro. Ciò significa che il verbo deve essere cercato dopo parole lunghe con desinenza – e quindi dividere il testo in frasi.

Sulla base della genetica della lingua, si può presumere che sia vicino all’indoeuropeo e fosse un ramo vicino dell’indo-ittita , che non aveva ancora inflessioni e generi maschili e femminili, ma aveva già casi.

Lato B

33. AULE ΣALINI [VACAT] CUΣUAL [VACAT] [cusuale – causale?]

34. ZILCI • LARΘAL • C [VACAT] UΣUS • TITLNAL

35. LARIΣALC • ΣALINIS • AULEΣLA • CÊLTINÊITIΣ

36. S • TARΣMINASS • ΣPARZA • IN • ΘUΧT CESU

37. RATM • ΣUΘIU • ΣUΘIUΣVÊ • VÊLΧES • CUΣUS A

38. AULEΣLA • VELΘURUS • TRITLNIS AULEΣLA • VELΘURUΣLA •

39. LARΘALC • CÊLATINAS APNAL • LARIΣALC CÊ

40. LATINE • TITOLO

Osservazioni

Suffissi e desinenze: -s, -is, -a, -ur, -ur-k, -k, -sk, -i-na, -l, -xe, -I, te/thi?, -vas?,

Suffissi (possibili desinenze dietro di loro): -thur-, -al-, -ar-,

Parole e radici ripetute: arnt(/z), pêtr-u (pietra?), vel (grande?), kusu-thur, ten(th?), lart(/th/z?), laris(/z)- a, aule,

Alternanze: e/ê,

La combinazione pr- ricorre 2 volte all’inizio, come prefisso nelle lingue indoeuropee (può anche essere un prestito): pr[-], pruciu; e anche al centro: êpru;

Statistiche per lettere (finora sul lato A): a – 132, c – 55, e – 89, E – 41, f – 5, i – 68, l – 92, m – 11, n – 62, p – 27 , r – 74, s – 41, S – 56, t – 54, T – 24, u – 76, v – 24, x – 9, z – 14.

2. Сuppis perusinus (Pilastro di confine da Perugia)

Contiene informazioni sulla divisione di due appezzamenti di terreno (46 righe e 130 parole). Un’iscrizione proveniente dalla Perusia ci introduce a due famiglie, una delle quali, Afuna, apparirà più volte con il caratteristico simbolo a forma di 8 (la seconda grande famiglia menzionata nel testo è Veltina).

Tavoletta di pietra

Lato A

1. teurat tan – na larezu-i am-e vaχr.

2. lautn vellθina -σ, eσt-la afuna-s, spel eθ car-u tezan,

3. fuσler-i tesn- σ tei-σ raσne-σ ipa am-a hen.

4. naper χi-I velthina θur-aσ ar-aσ,

5. peraσcem-ul mlesc-ul, zuci enesc-I ep-I, tular-u.

6. aule-σi, velθina -σ arnza-l, clen-σi,

7. θi-I θi-l σcuna cen-u, epi=c feli=c larθal-σ afuni-σ,

8. clan, θunχul θe fala-σ.

9. xi=em fuσl-e, velθina hinθa cap-e, muni=cle-t, mas-u,

10. naper σran=c zl, θi-i falσ-ti.

11. veltina hut naper penez-σ mas-u.

12. acnina cl-el afuna, velθina mler zin-ia.

13. in temam-er cn-l velθina zi-a σaten-e tesn-e,.

14. eca velθinaθur-aσ thaura hel-u tesn-e raσn-e ce-i.

15. tesn-σ tei-σ raσne-σ χimθ, σpel θuta σcu-na, afuna men-a hen.

16. naper ci cn-l har-e ut-uσ-e.

Наблюдения:

Сторона B

1. veltina σatena zuci enesc-I ipa spelane-θi futum-χva.

2. spel-θi, rene-θi.

3. esta=c velθina, acil-un-e, tur-un-e, σcu-n-e.

4. ze-a zuci enesc-I aθumi=cσ.

5. afuna-σ penθ-na am-a.

6. velθina, afun[a]θur, un-I ei-n zeri, una cla θi-l θunχulθ-l.

7. iχ ca ceχa ziχ-uχ-e.

Наблюдения:

3. Pyrgi Tablet (бронзовая таблица из Пирги)

Также – “Скрижали из Пирги” (V в до н. э.) – посвятительная надпись богине Уни (лат. Юноне, или фин. Иштар), найденная в городе Пирге (гавани этрусского государства Цере).

Сторона А

1. ita.tmia.icac.he

2. ramasva [храмовый конь?].vatieθe

3. unial.asters. σemia

4. sa.meθ. σuta.σefa

5. riei.velianas.sal

6. cluvenias.turu

7. ce.munistas.σuvas

8. tameresca.ilacve.

9. tulerase.nac.ci.avi

10. l. θurvar.tesiameit

11. ale.ilacve.alsase

12. nac.atranes.zilac

13. al.seleitala.acnasv

14. ers.itanim.heram [храм]

15. ve.avil.eniaca.pul

16. umθva.

Наблюдения:

Много “индоевропеоидных” окончаний -as, -es

Сторона B

1. nac. σefarie.vel

2. iivnas.θamvce

3. cleua.etanal

4. masan.tivr

5. vnias.selace.v

6. acal.tmial.a

7. uilχual.amuc [вълхъвал – волховал?]

8. pulumχu

9. snuif

Наблюдения:

4. La scritta di San Manno (надписи ди Сан-Манно)

1. cehen:suthi:hinthiu:thues:sians:etve:thaure:lautnescle: caresri:aules:larthial:

2. precuthurasi:/larthalisve:cestnal:clenarasi:eth:fanu:lautn:precus:ipa:murzua:

3. cerurum:ein:/heczri:tunur:clutiva:zelur[:](…)r

Наблюдения (какой-то латино-расенский суржик):

Малохарактерное для этрусского, но очень характерное для индоевропейских сочетание pr в начале слова: precuthurasi (может быть прокуратор?), а также precus (на латыни – “молитвы”)

cerurum похож на лат. cerosum – “восковой”

tunur – donor (даритель)? cares – заботы? aules – audis (слушать)? suthi – suti (проницательный)? hinthiu – намек?

5. La scritta dell’ Arringatore (надписи дель Аррингатор)

aulesi:metelis:ve:vesial:clensi/cen:fleres:tece:sansl:tenine/tuthines:xisvlics

Наблюдения:

6. Il sepolcro Della Famiglia Claudia (надписи склепа Клавдиев)

1. laris avle larisal clenar sval cn suthi [Ларис и Авл, сыновья Лариса]

2. cerihunce /

3. apac atic sanisva thui cesu /

4. claviethurasi

Наблюдения:

-e – совместный падеж

-al – родительный падеж

-ar – множественное число (известно, что -r)

7. Etruscan Liber Linteus («Льняная книга» на Загребской мумии)

Фрагменты священной книги (150 г. до н.э.) на пелене Загребской мумии (мумия женщины, которая найдена в Среднем Египте и хранится в хорватском музее Загреба). Сохранилось около 1200 слов (12 страниц), в том числе 500 разных – это самый длинный этрусский текст. [Язык похож на славянский.]

Самые частые фрагменты:

repinθic. σacnicleri,

Страница [разворот?] 1 (Page-I)

19. xri.epa.firn [матерятся, что-ли ]

21. versum.spanza

22.————etraσa

24. zixri.cn.θunt

25.———–uχtiθur

Наблюдения:

versum – стих

Страница 2 (Page-II)

1. ————σacnicσtreσ

2. cilθσ.spyreσtreσ enaσ.eθrse tinσi [эзерсе тыншы]

3. tiyrim.avilσ.xiσ.cisym.pyte.tul.θansur [тир-им аул-ыс (или -сы) хиш кыз-ым (дочь) тул зансур]

4. haθrθi.repinθic. σacnicleri.cilθl [почти по-тюркски: хазыр-шы репин-чик шакник-лери киль-че-лы]

5. —spyreri.meθlymeric.enaσ.raxθi

6. ——

7. —–

8. —–

9. —–

10. —–

11. ———ecn.zeri.lecin [зерилечин?]

12. in.zec.— σacnicσtreσ. Cilθσ

13. spyreσtreσ enaσ.svelereσc.svec.an

14. cσ.———eσ—–lunec.eθrse

15. tinσi.tiyrim.avilσ.xiσ.cisvm.pvte.tul

16. θansur.haθrθi.repinθic.σacnicleri

17. cilθl.spyreri.meθlymeric.enaσ.sveleric

18. —–

19. svec.an.cσ.mene.ytince.zixne. σetilynec

20. —–

21. raxθ.tura.nunθenθ.cletram. σrenxve

22. tei.faσei.zarfneθ.zuσle.nunθen

23. farθan.aiseraσ.σeuσ.cletram.σrencve

24. raxθ.tura.nunθenθ.tei.faσei.nunθenθ

25. —-

26. —-

27. —-

28. —-

29. —-

30. —-

31. —-

32. —-

33. —-

34. —-

Наблюдения:

Орфографические: для передачи U используются V, Y

Фонетические: У многих слов сингармонизм: этрусский – тюркский?!

Лексические: raxθ tura nunθenθ | cletram σrenxve | tei faσei .. nunθen |…| cletram σrencve | raxθ tura nunθenθ | tei faσei | nunθenθ (заговор?)

Страница 3 (Page-III)

1. mulac.——hursi.puruθn.epris

2. hilare.a—–mulax.zuσleva

3. maclcav—-vinym.hysina

4. laetim.h—–eσ.caperi

5. —-

6. —-

7. —-

8. —-

9. —-

10. —-

11. —-

12. fler.etnam.tesim.etnam—–

13. cletram.σrencve.trin—–fler

14. tarc.mutinym.anancveσ—tarc

15. θezi.vacl.an.σcanince—–peθsin

16. cletram.σrenxve.ix.σcanince.clz.vacl

17. —-

18. ara.nunθenθ.σaθaσ.naxve.hexz.σule

19. vinum.usi.trinum.flere.in.crapσti [из лат. VINUM “вино”?]

20. un.mlax.nunθen.θaclθi.θarθie.cial

21. huslne.vinum.eσi.sesera.muera.ciσe

22. faσei.σpureσtres.enaσ.eθrse.tinσi

23. tivrim.avilσ.xiσ.cisvm.pvte.tul.θans

24. haθrθi.repinθic.spvreri.meθlumeric

25. —–

26. enaσ——

27. ——-

Наблюдения и предположения:

mulac , mulax , mlax – молоко

vinym , vinum – вино

huslne , zuσleva – сусло?

nunθen – свежее, сегодняшнее («нынченное», нонешнее)

Страница 4 (Page-IV)

1. ———- enaσ

2. eθrse tinσi.tiurim.avilσ.xiσ.ecn.zeri.

3. (lecin)

4. inc.zec.fler. θezince.cisum

5. pute.tul.θans

6. hatec.repinec.meleri.sveleric.svec.an

7. сσ.mele.θun.mutince.θezine.ruze.

8. nuzlxnec.spvreri.meθlumeric.enaθ

9. tei.faθei.zar.fineθ.zuθleveσ.nunθen

10. trinum.flereθ.in.crapθti.cletram

11. σrenxve.raxθ.tyra.hexσθ.vinum

12. —–cletram.σrenxve.raxθ.syθ

13. —–zuθleveσ.nunθen.estrei

14. alphazei.cletram.σrencve.eim.tyl.var

15. raxθ.tur.nunθenθ.faσi.cntram.ei.tul

16. var.celi.suθ.hexσθ.vinum.trin.flere

17. in.crapθti.unmlax.nunθen.xiσ.esviσc

18. .faσei.cisum.pute.tul.θans.hatec.repinec

19. ——

20. meleri. sveleric.svec.an.сσ.mele.θun

21. mutince.θezine.ruze.nuzlxnec.spvreri

22. ——-

23. meθlymeric.enaθ.σin.flere,in,crapθti

24. —–

25. xiσ.esviσc.faσe.σin.aiser.faσe.σin

26. aiσ.cemnac.faσeiσ.raxθ.sutanaσ.celi

27. suθ.eisna.pevax.vinum.trau.pryxσ.

28. —-

Наблюдения:

pryxσ – prox (предыдущий)?

Страница 5 (Page-V)

1. vinum———- vinum———

2. ecn.zeri.lecin.inc.zec.fasle.hemsince

3. σacnicσtreσ.cilθσ.σpuseσ.treσ

4. enaσ. eθrse tinσi.tivrim.avilσ.xiσ

5. cisvm.pvte.tul.θansvr.haθrθi.repinθic

6. σacnicleri.cilθl.spvreri.meθlumeric

7. enaσ.raxθ.suθ.nunθenθ.etnam.farθan

8. aiseraσ.σeuσ.cletram.σrencve.raxθ

9. suθ.nunθenθ.estrei.alphazei.eim.tul

10. var.celi.suθ.nunθenθ.eiseraσic.σeuc

11. unum.mlax.nunθen.xiσ.esviσc.faσei

12. cisum.pute.tul.θansvr.haθrθi.repinθic

13. σacnicleri.cilθl.spyreri.meθlumeric

14. enaσ.σin.aiserσic.σeuc.xiσ.esviσc

15. faσe.σin.eiser.faσeiσ.raxθ.sutanaσ

16. celi.suσ.vacl.θesnin.rax.cresverae

17. hectai.truθ.celi.epc.σuθce.citz.trinum

18. hetrn.aclxa.ais.cemnac.truθt.raxσ.rinuθ

19. —-

20. citz.vacl.nunθen.θesan.tinσ.θesan.

21. aiseraσ.σeuσ.unum.mlax.nunθen.θeiviti

22. favitic.faσei.cisum.θesane.yslanec

23. mlaxe.lyri.zeric.zec.aθeliσ.σacnicla

24. cilθl.spurali.meθlumeσc. enaσc.la.θesan

25. ——

Наблюдения:

Страница 6 (Page-VI)

1. —————σnyiuph——–

2. σnviyph.yrxe.σceσy.aniax.yrx.hilxvetra

3. hampheσ.eiveσ.turi.θui.streteθ.face

4. apniσ.aniax.apniσ.urx.peθereni.σnviuph

5. hampheθi.etnam.laeti.anc.θaxσin

6. θeu.snua.caperc.heci.naxva.tinθaσa

7. etnam.velθinal.etnam.aisunal.θunt.erσ

8. ix.σacnicla.

9. zaθrumsne.lusaσ.fler.hamphisca.θezeri

10. —

11. laivisca.lystraσ.fler.vaclnam

12. ——–

13. etnam.eisna.ix.flereσ.crapσti

14. θunσna.θunσ.flerσ.

15. ——–

16. ——–

17. ——–

18. eslem.zaθrumiσ.acale.tinσ.in.σarle

19. luθti.rax.ture.acil.caticaθ.luθ.celθim [rax < rex?]

20. xim.scuxie.acil.hutniσ.painiem

21. anc.martiθ.sylal. [Mart?]

22. —–

Наблюдения:

Страница 7 (Page-VII)

1. ———————–

2. ceia.hia.etnam.ciz.valc [перестановка l/c ?].trin.velθre

3. male.ceia.hia.etnam.ciz.vacl.aisvale

4. male.ceia.hia.trinθ.etnam.ciz.ale

5. male.ceia.hia.etnam.ciz.vacl.vile.vale

6. staile.itaile [Italie?].hia.ciz.trinθaσa.σacnitn

7. an.cilθ.cexane.sal.σuciva.firin.arθ

8. vaχr.ceyσ.cilθ.cval.sveσ.cepen.tytin

9. renxzua.etnam.cepen.ceren.σucic.firin

10. —–

11. tesim.etnam.celucum.caitim.caperxva

12. —–

13. hecia.aisna.clevana.xiσ.enac.vsil

14. repine.tenθa///…/// cntnam.θesan

15.zelvθ.murσσ.etnam.θacac.usli.nexse

16. acil.ame.etnam.cilθcveti.hilare.acil

17.vacl.cepen.θayrx.cepene.acil.etnam

18.ic.clevanθ.σycic.firiθvene.acil.etnam

19. tesin.etnam.celucn.vacl.araθuni

20. ——–

21. cnticnθ.in.ceren.ceparnac.amce.etnam

22.——-

23. σyci.firin.etnam.vetθite.etnam.aisvale

24. —–

25. vacl.ar.par.σcunveri.ceren.cepen

26. θaurx.etnam.ix.matam.σucic.firin

27. cereni.enash.araθunt.etnam.ceren

28.——-

Osservazioni:

etnam, ceren, cepen, firin, vacl

Famosa Pagina 8 (Pagina-VIII)

1. ———————–

2.——–

3.——–

4. θvcte.ciσ. σariσ.esvitn.vacltnam

5. cylσcva.spetri.etnam.ic.esvitle.enaσ.eri.

6.——–

7. ——–

8. ——–

9. ——–

10. celi.hyθiσ.zaθrymiσ.flerxva.neθvnsl CELI HUÐIŚ ZAÐRUMIŚ FLERXVA NEÐUNSL

11. σucri.θezeric.scara.priθaσrax.tei ŚUCRI ÐEZERIC SCARA PRIÐAŚ RAX TEI

12. menaσ.cltral.mylax.hysina.vinym MENAŚ CLTRAL MULAX HUSLNA VINUM

13. laivetsm.acilθ.ame.ranem.scare

14. reyxzina.caveθ.zuσlevac.macra.σurθi

15. reyxzineti.ramueθ.vinym.acilθame

16. myla.hursi.puryθn.vacl.ysi.clucθraσ

17. caperi.zamθ.ic.vacl.ar.flereri.sacnisa

18. sacnicleri.trin.flere.neθynsl.yne

19.mlax.puθs.θaclθ.θartei.zivaσ.fler

20. θezine.ruze.nuzlxne.zati.zatltne

21. σacnicσ.tresh.cilθσ.σpureσ.treσ.enaσ

22.eθrse.tinσi.tiyrim.avilσ.xiσ.hetrn

23. acltna.aish.cemnax. θezin.fler.vacl

24.etnam.tesim.etnam.celycn.trin.alc

25. ———

26. ———

27. ———

28. ———

29. ———

30. ———naxva.ara.nunθene

31. ———le.hyslne.σtσ

32. ———neθynsl.un.mlax.nunθene

33. θaclθi.θartie.cial.huslne.vinym.eσi

34. sesera.myera.clσe.faσeic.σacnicσ.treσ

35.cilθσ.σpureσtreσ.enaσ.eθrse.tinσi

36.tivrim.avilσ.xiσ

Prendiamo le righe 10-24 della pagina 8 del “Lino Libro”, spesso citato in letteratura:

Celi huðiś zaðrumiś flerxva neðunsl śucri ðezeric scara priðaś rax tei menaś cltral mulax huslna vinum.

Qui in alcuni posti puoi sentire qualcosa di proto-slavo:

1. CELI – “intero” (glorioso) ?

2. HUÐIŚ – sostantivo (HUTH-ISH)? Oppure il verbo “cammini” (gloria)?

3. ZAÐRUMIŚ – aggettivo concordato (ZATHR-UM-ISH) ? Oppure è anche un verbo?

4. FLERXVA – cfr. lat. flore – “fiore”. FLER-XVA – “floreale, colorato, variopinto” ?

5. NEÐUNS a?L – “non fioco” (glorificato)?

6. ŚUCRI –

7. ÐEZERIC – cfr. pavimento. ezero – “lago”.

8. SCARA – cfr. gloria Presto.

9. PRIÐAŚ – con evidente prefisso slavo pri – cfr. “verrai”, “darai” (possibilmente 2 litri – “verrai”).

10. RAX – Mercoledì. lat. rex “re”. Le 3 parole precedenti: “il re verrà presto”?

11. TEI – cfr. gloria quello, greco tei (articolo).

12. MENAŚ – mer. russo. modifica.

13. Cu?LT u?RAL – cfr. lat. culturale – “culturale”.

14. MULAX – – cfr. vecchia gloria latte.

15. HUS a?LNA – cfr. russo. mosto.

16. VINUM – Mercoledì. lat. vinum – “vino”.

Da questo testo possiamo supporre l’esistenza di desinenze –I, -A, -ISH, -ASH – e possibili accordi corrispondenti: cel-i huth-ish zathrum-ish; scara pridash [se questa è un’iscrizione slava arcaica (beh, ipoteticamente), allora in russo probabilmente ora suonerebbe così: “stai camminando, morirai presto, lo restituirai” ].

Ulteriore:

Pagina 9 (Pagina-IX)

1. zuσleve.zarve.ecn.zeri.lecin.in.zec

2. fler.θezince.σacnicstreσ.cilθσ

3. σpyreσ.treσ.enaσ.eθrse.tinσi.tiyrim

4. avilσ.xiσ.cisum.pute.tyl.θans.haθec

5. repinec.σacnicleri.cilθl.σpvreri

6. meθlymeric.enaσ.raxθ.tvl.hexσθ

7.vinym.trin.fler.neθunσl.un.mlax

8. nunθen.zuσleve.zarva.faσeic.ecn.zeri

9. lecin.in.zec.fler.θezine.σacnicσtreσ

10. cilθσ.σpyrestreσ.enaσ.eθrse.tinσi

11.tivrim.avilσ.xiσ.cisum.pute.tul.θans

12. haθec.repinec.σacnicleri.cilθl.σpvreri

13. meθlymeric.enaσ.raxθ.syθ.nynθenθ

14.zuσleve.faσeic.farθan.flerei.neθvnσl

15. raxθ.cletram.σrentve.nunθenθ

16.estrei.alphazei.zysleve.raxθ.eim.tyl.var

17. nunθenθ.estrei.alphazei.tei.faσi.eim

18.tul.var.celi.suθ.nynθenθ.flere.neθvnsl

19.yn.mlax.nunθen.xiσ.esviσc.faσei

20. cisum.pute.tulθans.haθec.repinec

21. σacnicleri.cilθl.σpvreri.meθlymeric

22. enaσ.σin.vinumflere.neθynsl.xiσ

23. —–

24. —–

25. —–

26. —–

27. —–

28. —–

29. nacvm.aisna.hinθy.vinum.tray.prucuna.

trenta. —–

31. —–

32. —–

33. —–

34.ciem.cealxuσ.laytumneti.eisna.θaxσeri

Osservazioni:

prucuna – Indoeuropeismo?

Pagina 10 (Pagina-X)

1. ———————————————— ——-

2. tulpeθere.ni.ciem.cealxuz.capeni

3.marem.zaxame.nacvm.cepen.flanax

4. vacl.avratum.xuru.peθereni.θucu

5. arush.ame.acnesem.ipa.seθym.ati.simlxa

6. ———-

7. θui.xyeve.acil.hamphesh.laesh.suluσi

8. θunt.σerphue.acil.ipei.θuta.cnl.taσri

9. hexz.sulscvetu.caθnis.σcanin.velθa

10.ite.ipa.mnθcva.ama.trinum.hetrn.acltn

11. eis.cemnac.ix.velθa.etnam.tesim.etnam

12. celucn.hinθθin.ximθ.ananc.eσi.vacl

13. σcanin————————

14. θvmizle.caθnaim.elfaci.θumitle.unuθ

15. hyteri.ipa.θucu.petna.ama.nac,cal

16. hinθn.hexz.velθe.maθeve.nvθin

17. σarσnayσ.teiσtyra.caθnal.θyiym

18. xyru.cepeni.ylxva.maθcvac.pruθseri

19. ——————cepen.caθinum

20.zaneσ.vuv.cnicσ.plytin.tei.mutti.ceσasi

21. ara.ratum.aisna.leitrum.zuθeva.zat

22. eσic.ci.halxza.θu.eσic.zal.mula.santic

23. θapna.θapnzac.lena.etera.θec.peisna

24.hausti.fanuσe.neriσ.save.epa.θyi.neri

25.——————————————

26. ——–

27. ——–

28. ——–

29.——————————————

30. santic.vinym.θyi.θapna.——mycym

31. halx.zeθui.θivacl.cesasin.θumsa.cilva

32. neri.canva.carsi.pytnam.θycal.atnam

33.tei.lena.haustiσ.enac.eσi.catnis.heci

34. spurta.sylsle.napti.θui.laiscla.hexz.neri

35. ——————————-une.mlax—-nθi

Osservazioni:

pruθseri – Indoeuropeismo?

Pagina 11 (Pagina-XI)

1. acal ———————————————– ——–

2. vacl.vinum.σantiσtσ.celi.pen.trvtvm

3. θi.θapneσtσ.trytanaσa.hanθin.celi

4. tyr.hetym.vinym.θic.vacl.hexz.etram

5. ix.matam.cnticn.θsepen.teσamitn

6. murce.θi.nunθen.etnam.θi.tryθ.etnam

7. hanθin.etnam.celycn.etnam.aθumitn

8. peθereni.eslem.zaθrum.mur.in.velθineσ

9. ——-

10.cilθσ.vacl.ara.θui.useti.catneti.slapixyn

11. slapinaσ.favin.yfli.spyrta.eisna.hinθy

12. classi.θesns.

13. ——-

14. ——-

15. ——-

16.eslim.cealxus.etnam.aisna.cesal

17. tyxlac.eθri.syntnam.cexa

18. cntnam.θesan.fler.veiveσ.θezeri

19.etnam.aisna.esa.ix.huθiσ.zaθrumiσ

20. flerxve.trin.neθunσl.cn.θunt.eitylvar.

21.——-

22.——-

23. θunem.cealxus.etnam.ix.eslem.cialxyσ

24.——-

25. θan——————————-etnam.θesan

26. ———————————————— –

27.——-

28.——-

29.——-

trenta. ——-

31.flanac.farsi——————————–

32. tunt.enac.etnam.aθymica.θlupcva

33.ceσum.tei.lanti.ininc.eσi.tei.ximθ

34. streta.satrs.enaσ.ucy.hamphetiσ.rinuσ

35. θui.araσ.mucum.ania.xeσ.rasna.hilar

36. ———–cateyθ.hamphet.—————-

Osservazioni:

Pagina 12 (Pagina-XII)

1.————————————-etnam

2. aisna.ix.nac.reuσce.aiseraσ. σeuσ

3. θunxulem.muθ.hilarθune.etertic

4. caθre.xim.enax.unxva.meθlumθ.puts

5. ———-

6. muθ.hilarθuna.tecum.etrinθi.muθ

7. nafaucn.unxva.hetum.hilarθuna.θenθ

8. hyrsic.caplθy.cexam.enac.eisna.hinθy

9. ———-

10.hetum.hilarθuma.etertic.caθra

11.etnam.aisna.ix.matam///…///

12.vacclnam

13. θunem.cialxuσ.masn.ynialti.ursmnal [alti = 6?]

14. ———

15. are.acil.an. σacnicn.cilθ.cexa.sal

16.cus.cluce.caperi.zamtic.svem.θumsa

17. matam.clyctraσ.hilar.

Osservazioni:

8. Testo sulla sepoltura di Tanakvisli

1. eca svθi θankvilus mas ni al

2. acile: l zl: lvl

3. mi mulu lari sale vel kaina si

4. mi ma mar ces pelθie nas

5. nas: arno lari sal: filao

6. ivck nal opi

7. apac atic sani svar vi ces v

8. vel aties : vel rvd us le mni śa : cela ti :ces u

9. ravn rvs : 8el cial : 8el ces : arno al : la roi al : file nal ser res : cvr nas : pvia

10. meli arnoi pvia amce spi

11. lato al svalce avil pXII ci clv

12. na rana cnvs arce

13. itvn tvrv ce vene late linas ti nasc linii aras

Osservazioni:

La presenza di O è sorprendente, come sulla stele di Lemno

V dovrebbe essere letto come U nella maggior parte dei casi

9. Disco di piombo da Magliano (V secolo a.C.)

Contiene oltre 80 righe [dove sono tutte?].

Lato A (retto):

сauθas · tuθiu · avils

LXXX · ez · χimθm · cas θial θlacθ · he vn · avil · ne sl · man : muri naśie · 8altaθi :

аis eras · in · ecs · mene · mlaθ ce mar ni · tuθi · tiu · ximθm · casθialθlacθ :

mari śl menitla · a frs · cialaθ · χimθm · avilsχ · eca · cepen · tuθiu ·

θuχ · iχutevr · heśni · mulveni · eθ · tuci · amac

Lato B (verso):

mlaχθanf calvsc ecnia avil mi · meni

cac mar cal vr cac · eθ · tuθiu · nesl

man · rivaχ · leś cem · t nuca si

śvris eis te is evi tiu ras · mvl sle

mlaχ [m]laχe tins · lvrsθ · te vi laχe · huviθun · a8rs ·

lvrsθ · sal · a8rs · naces

Osservazioni:

Iscrizioni etrusche su più righe

Iscrizione BU 899 su intarsio di pietra (Santa Marinella)

Questa iscrizione etrusca BU 899 sul rivestimento in pietra di un obelisco lungo la strada vicino alla città di Santa Marinella:

Halusi cnas snuti.

Par-ax pat-eri snuti.

Ath-ex ashl-ax snuti.

Stvi leithrm-eri len. [C’è leitrum nel Libro del Lino]

Fan-eri ur-thui ur-thari-n.

Ei thrie [3?] van mert-ari th.

Thr. ithr. esi.

Osservazioni:

Iscrizione etrusca (CAMP. CAPUA TLE 2)

(..)eriθuθcu vacil śipir śuri leθam sul ci tart iria cim cleva aca sri halχ tei vacil i ce uśuni savlasie(..) {m ul}u rizile pi ca sri savlasi eis vacil luna śie fa cai χ nac fulinuś nes vacil sa vcnes it na mulirizile pi cas śiiane vacil l eθamsul scuvune..

Osservazioni:

Iscrizioni di più parole sopra scene di battaglia

L’iscrizione sopra la scena di battaglia di 2 guerrieri:

AΘ. NAFLIS. CAINALE. (V.V.O.: Questa è una battaglia famosa)

Ci sono altre iscrizioni su un rilievo simile su altre tre tombe situate in diversi musei in tutto il mondo (i fratelli Eteocle e Polinice, che si uccidono a vicenda contemporaneamente):

All’Agie TSitsial

A Cumni Amnitial

A Cumni Geris TSlial

Osservazioni:

Il più ovvio: AΘ – battaglia, battaglia, duello, battaglia (o il nome Eteocle)

Stele di Avele Felusca da Vetulonia (fine VII secolo a.C., Museo Archeologico di Firenze). Sul rilievo c’è l’immagine di profilo di un guerriero che avanza con un elmo con un’ascia, coperto da uno scudo sul lato. L’indice della mano con un’ascia indica il movimento in avanti e sul lato c’è una lancia che minaccia il guerriero. È leggibile solo l’inizio dell’iscrizione:

Afles Telus Kestsus…

Iscrizione sulla tomba con rilievo raffigurante la battaglia:

Atina Ancarut Telesa

Didascalia dell’immagine sullo specchio di bronzo (III secolo a.C. Museo Archeologico di Firenze. Inv. N. 615):

Castsur, Arata Puplugis E Iasun Amigio Sutina [anche con O!]

L’iscrizione TLE 329, apparentemente riferita all’immagine:

Axlei TSruies Testu Parce

Iscrizione sull’affresco “HTA”:

Hueraql Tui Asu Atsi, TSifts Cnei Lartial

Iscrizione su bassorilievo di una tomba in travertino di Monteleuche (III secolo a.C., raffigurante due grifoni e un uomo che brandisce una lunga arma):

Arnt, Cais Cufus Celusa

Kharsekin A. E “Atti dell’Ermitage di Stato”. 1962. 7. pp. 275-283. (Ermitage. Urna per la conservazione delle ceneri in terracotta, n. inventario T 1284). La parete frontale è decorata con un’immagine in rilievo di un episodio leggendario della battaglia di Maratona. Echetlos con un aratro in mano, apparso, secondo la leggenda, al culmine della battaglia tra le fila dei guerrieri greci, sconfigge senza paura i nemici (descrizione di Mavleev E.V.).

Lart, Premona Metsrias [anche con O!]

Altre iscrizioni etrusche composte da più parole

Iscrizione su un vaso raffigurante una coppia di sposi circondata da due demoni:

Eca Ersce, Nac Axrum Plertrce

L’iscrizione sulla scultura – la figura di un genio con una ciotola (secondo un’altra opinione – un aruspice con un piattino e un uovo):

Ei Ceda Stup Ut Cfeia

Didascalie dell’immagine su uno specchio di bronzo (fine IV – inizi III secolo a.C., Londra, British Museum, inv. n. 68.6-6.1) con opzione di traduzione (V.V. Ostapenk):

(Lato decorativo dello specchio): Gurms, Maris Ismintians. Mnerfa, Maris Husrgiana. TSuran, Aran Amamtsunia. Maris Talna

(Maniglia dello specchio): Sutina

Iscrizioni etrusche fuori dall’Etruria

Iscrizioni etrusche si trovano anche al di fuori dell’Etruria. L’esempio più lontano è stato ritrovato in Gallia (tavoletta di piombo di Pec-Malo):

1. ve[n]elus. Sì. -[-?-]

2. zeke. bacio{e}. hekiu[-?-]

3. veneluz. ka. utavum [-?-]

4.{h}eitva. cucina. mis[-?-]

5. mataliai. mela[-?-]

6. (VACAT) zik. Ciao. tuzụ[

Fonti

Risorse bibliografiche e online con un corpus di testi etruschi , sulla base dei quali le informazioni sono qui presentate.

Risorse online sulle iscrizioni etrusche

Analisi di testi etruschi (con variante della decodificazione slava). Il sito personale di Timofeev. È stato un grande sforzo cercare e raccogliere iscrizioni tirreniche grandi e piccole. Con link utili. Da qui provengono la maggior parte dei testi etruschi presenti in questa pagina. Tuttavia, per quanto riguarda le traduzioni di questi testi in lingua russa, le considero antiscientifiche. Innanzitutto per la tensione. Ma per la scienza qualsiasi ricerca porta benefici. Dopotutto, tale lavoro si avvicina agli studi macrocomparativi .

[Apparentemente l’antenato della lingua etrusca è imparentato con il protoindoeuropeo – in ogni caso l’etrusco discende chiaramente dalla protolingua nostratica . E , naturalmente, ci furono contatti tra i Tirreni e i protoslavi (l’esempio più eclatante è il lessema HERAM – “tempio”).]

© Tratto e tradotto in italiano dall’originale russo sul “Sito web di Igor Garshin”, 2002.

Autore – IK Garshin (vedi CV ).

Scrivere lettere ( Lettera a I. Garshin).

“Albeggia !”

[LA POESIA]

Da tre giorni è notte ormai,
i sassi danzano soli nell’oscurità,
il ciclamino si spegne, oppresso da una foglia umida,
nessuno potrà gridare “Albeggia!”

Gli specchi rotti riflettono il mio sguardo,
mentre dalla tua bocca scaturiscono parole,
spruzzami addosso la felicità che sogni,
gli arcobaleni ti colmano di gioia,
gli occhi stanchi, cispiosi di pregiudizi.

Non sono chi ti aspetti,
o forse lo sono e dissimulo,
preferendo ferirti un dito oggi
piuttosto che frantumarti il cuore domani.

E sarà ancora notte fonda,
la luna svanisce nel tuo cuore oscuro,
i miei piedi desiderano correre
sulla confusa soglia
della tua anima.

Ipotetico film sullo stesso soggetto

“Albeggia !”

Nei ricorsi vichiani della storia càpita che una luce più forte emani dalla Grande Mente empedoclea{1}. Allora i dormienti eraclitei si sveglicchiano, e nell’ipnopompo dell’umanità dal dormiveglia crescono coscienze{2}.
Non che la coscienza sia un vene, né un male, essa è solo una condizione più o meno manifesta, che tenda la mano alla philia in resilienza ad un allarme neikotico.
L’uscita platonica dalla tenebra ipogeica alla superficie ΓΑΙΑ, una locazione casistica etrusca -ΘΙ.
Le Grand Autre lacaniano attraverso una diffusa e capillare azione, come multiverso, avvicina terribilmente e meravigliosamente le due facce giano-bifrontali di pensiero ed essere. Parmenidamente ΝΟΕΙΝ και ΕΙΝΑΙ si toccano e si mescolano. È l’amplesso della ΑΛΗΘΉ, disvelamento, rottura dell’imene della Dea, caverna, ΑΘΡΙΑΛ etrusco, accesso, passaggio, (s)confinamento.
Le cose doppie ed antitetiche si mostrano come gradazioni su una retta attraverso lo spazio psichico universale del Grand Autre – o ΙΕΡΉ ΦΡΗΝ. Il bianco non è più oggi l’opposto altro del nero. Essi sono sfumature distanti della stessa retta, della stessa cresta di onda. Due punti distanti, facce di una stessa medaglia. Come in un QVADRIVIVM junghiano, stavolta conta il centro della croce e non i suoi punti cardinali e decumaniali.
Fase “Albeggia!” per l’umanità come Universale, in una fisica della Distruktion, dove il Particolare si disintegra e muore.
Aumenta il senso di eternità, il tempo sembra ridimensionato.
QVIA TEMPVS AMPLIVS NON ERIT. Integrati, apocalittici e watzlawickiani.

NOBILES GENTES

While perusing the pages of a daily paper, I stumbled upon a poignant letter penned by a noble gentleman. With grace and gentle wording, he narrated to unfamiliar parties his sad and melancholic experience during an ordinary walk among the Titans.

Noble and gentle indeed, I wish to emphasize the intention behind these attributes. I mean, as I have been doing for a while now, consistently, almost habitually. I aim to understand.

Gathering these stories like precious gems enclosed within a casket, I safeguard the tales imbued within every single word. Noble and gentle, therefore, it might surprise you, if you’re not already aware, that “gentile” has origins more noble than “noble,” while the latter draws its nobility from the concept of gentleness.

At least at first glance, if we were word archaeologists, like intrinsic philologists, we might arrive at GENS for GENTILES and at GNOS(CERE) for GNOBILEM. However, if we also had a hint of anthropological sensibility, we should pair this Narrow Philology with the notion held by “the italic people of the early alphabets” regarding hereditary nobility and personal fame.

Those fortunate enough to interact with the Greeks, in friendship with the Hellenists, would keep these words under meticulous observation in their treasure chest, conducting a careful internal analysis upon their closure.

And blessed be those afflicted by the diabolical ailment called Etruscology, dreaming of Purified Princes and Lordly Castles.

Gentle, noble, sir. Gentle Noble Sir, you who walk unaware of the brine through the village streets, just as the air along the Via Salaria might have been for a noble gentle sir from Veii, who once descended with his men into the great emporium of brigands; the Tiburtine Free Port, the Roman Black Market.

And the drums of the vulgar, the vulgares, roll,

this non-people without surnames, un-gentled, dis-named.

So far, so good, as the protagonist of “La Haine” by Kassowitz (or however it’s spelled) said, but what will the conclusion be? The earth was touched, like a wounded mother, when insults flew.

I’d like to emphasize that it struck me not to discern from the author’s text whether the insults were playful, as in a theater, or genuinely angry in tone.

If I must believe what I read, it leaves me hanging. If I must believe that the author’s emotional state in the letter was just a form of literary expression or stylistic virtuosity – which would align well with his grace but clash with mine; that is, if literature as mere invention is vanity, whereas writing that I’d like to pass on to future generations respects the words and constantly seeks to bring them from memory into light.

When we rewrite dead words, we make them live again, verbs become flesh.

I firmly believe that the time of the spirit has come. Not a return, not an echo of the Twenties. A time of a new, newborn spirit.

And when I think of a newborn spirit, I can’t help but reflect on Thought at its origins.

Even if I can’t know anything about its origins, I can at least try to understand as much as possible, with all the determination I possess or will possess, of the times that have reached me through the writings.

I’m not talking about the writings that an average Italian would understand talking to a compatriot in 2019, but about the diverse ensemble we singularly call Writing, as the subject of Philosophy.

In conclusion, put aside the idea that I’m talking about a relatively recent Middle Eastern text (not just the Pentateuch). I’m not just talking about Writing as a fundamental science, along with History and Mathematics, but also as a holistic science that embraces the entire spirit, preserves it, unifies it without violence or totalitarianism.

Hence, I’ve convinced myself that the best response to give to a letter from which we couldn’t precisely deduce the emotional component and the truthfulness of the facts, or what we would have seen if we had observed and heard the alleged insults, is the following:

“And if GENS exists, the NOBILE is born.”

Notes:

1. Perusing: This means to read something carefully or thoroughly.

2. Titans: Here, it’s used metaphorically to refer to significant or imposing figures or things, much like the Titans in Greek mythology were powerful figures.

3. Gathering these stories like precious gems enclosed within a casket: The author is metaphorically comparing the act of collecting stories to cherishing valuable gems kept within a precious box.

4. Narrow Philology: Refers to the specific or detailed study of words or language in a particular context.

5. Etruscology: The study of the Etruscan civilization, an ancient culture in Italy.

6. Un-gentled, dis-named: The author plays with words to indicate that these people lack gentleness and names, suggesting a derogatory state of being without proper recognition or status.

7. La Haine: A French film by Mathieu Kassovitz.

8. Literature as mere invention is vanity, whereas writing that I’d like to pass on to future generations respects the words and constantly seeks to bring them from memory into light: The author contrasts literature (fictional creation) with writing that aims to preserve and respect historical truths or experiences.

9. When we rewrite dead words, we make them live again, verbs become flesh: This metaphorically suggests that by revisiting or reusing old or forgotten words, they regain vitality and relevance.

10. GENS exists, the NOBILE is born: It’s a philosophical or metaphorical assertion implying that when the concept of ‘GENS’ (related to lineage, origin, or community) exists, a noble or dignified entity (NOBILE) emerges or is recognized.

These explanations should provide a clearer understanding of the complex passages within the text. 

RAMΘA & VELIA

QUATTRO CHIACCHIERE TRA DUE SIGNORE

C’era una volta un paese, governato da una donna, che si chiamava Cassia…

VELIA – Cassia – il paese o la donna?

RAMΘA – Cassia il paese. La donna non importa… Fatto sta che quel paese non era un paese davvero! Al suo interno se la credeva, se la suonava e se la cantava, ignorando che nelle future pagine di storia sarebbe stato disegnato sulle mappe come appartenente a un impero più grande.

V. – Mentre ci racconta questa storia noi ancora siamo qui ad immaginare che quella donna sia la stessa che noi supponiamo.

R. – La donna non conta. Sto dicendo che quel paese esisteva solo dall’interno, da fuori non si vedeva. Si trattava di una REGIO VII, una civiltà più nobile di chi la governa. Un piccolo ex impero i cui vertici non hanno più voglia di comandare, nemmeno nel mezzo di una sfrenatamente lussuosa e lussuriosa ammucchiata psichedelica.

V. – Detto in questi termini, il fatto che la donna qui sia affatto contingente, rivela uno status fenomenologico e una condizione ontologica, del paese in questione, più radicati ed essenziali nella sua invisibilità – impotenza, se non addirittura in(con)sistenza ed infine inesistenza. Questo discorso vorrebbe aprire le menti, spostarle dal follicoloso HIC ET NUNC al duraturo e concretamente storico periodo il cui inizio si converrà nel giorno stesso in cui questo paese è nato, unendosi, col germe della sua fine, – tendenza alla dissimulazione e alla scomparsa – da subito già IN PECTORE.

R. – Chissà se questo nostro dialogo platonico finirà nelle pagine di qualche venturo nuovo testo sacro. Immagino una quadrilogia dal titolo ΤΟ ΓΑΡ ΑΥΤΌ ΝΟΕΙΝ ΕΣΤΙΝ ΤΟ ΚΑΙ ΕΙΝΑΙ. Con il primo volume: ESSERE E MENTE (o Esser Mente, nella prima edizione stampata negli USA nel 2003), una sorta di raccolta di saggi/racconti di filosofia narrativa. Il secondo volume ancora inedito di filosofia della storia e critica della letteratura archeologica. Il terzo volume di poesie, tomo 1: Grammatica dei sensi, e tomo 2: Acrogrammatologia dei sentimenti. Il quarto volume questo, fatto di monologhi e dialoghi, idealmente accompagnati dai misteri dei kabiroi e dei NETSVIS nostrani, sullo sfondo di edifici etruschi di pietra costruiti, abitati e pensati, poeticamente, come in un fantastico Geviert heideggeriano. La quadratura, l’inquartamento, lo squartatore e gli squartati, lo squadernamento, la quadriglia, il quadrumviro e i quadrumvirati, il forfolding e il QVADRIVIVM degli alchemisti pre-junghiani. La Topologia Trascendentale e le geografie del pensiero. Il senso dell’orientamento. L’oriente e l’Oriente, con la maiuscola. L’Occidente. E i suoi paesi in(-con/-e)sistenti. Donne a parte, ovvio.