In riferimento alla lettura di Giovanni 1.14a data da Ariolfo Padilla Neira – ariolfopn@gmail.com, forniamo di seguito un resoconto della lettura data da Angelo Mazzei – angelomazzeidipoggio@gmail.com
La riflessione di Mazzei sul “λόγος” come linguaggio razionale e programmatico, che struttura e rende concreta la materia nel tempo, offre una lettura innovativa del versetto di Giovanni 1,14 e si distingue nettamente dall’esegesi di Ariolfo Padilla Neira. Se Padilla Neira esplora l’incarnazione del “Verbo” come un evento che coinvolge principalmente l’umano, Mazzei estende l’azione del “λόγος” a tutta la materia. Il verbo non si limita a farsi carne solo in senso umano, ma diventa il principio di una programmazione universale che comprende ogni aspetto della creazione.
Nel suo approccio, Mazzei propone una connessione tra il verbo “ἐγένετο” e “Γένεση” (genesi), suggerendo che la loro etimologia derivi da “γή+νοος” (γη + νοῦς), ovvero “intelligenza nella terra”. Ciò implica che l’Incarnazione non è solo un evento che porta il divino nel mondo umano, ma è un processo in cui il “Verbo” struttura e programma l’intera materia, facendola esistere secondo un linguaggio divino. La carne, in questo contesto, non rappresenta solo la debolezza umana, come appare in molte interpretazioni tradizionali, ma diventa il risultato di un complesso linguaggio celeste che programma la realtà in cui viviamo.
Mazzei traduce Giovanni 1,14 come “il Linguaggio [che era e sarà divino] viene sulla e nella terra come carne”. Questa interpretazione sottolinea l’idea che il “λόγος” non solo discende sulla terra, ma la permea completamente, disegnando la materia secondo il genio divino. Ciò implica che tutta la creazione è programmata per esistere nel tempo, una sorta di linguaggio universale che lega il divino alla materia.
Un aspetto fondamentale della riflessione di Mazzei è il suo riferimento al sacrificio precristiano, dove la cottura dei grassi animali rappresenta una restituzione al cielo di ciò che è stato programmato e sacrificato. Secondo Mazzei, i grassi bruciati sono una metafora della restituzione allo spirito di ciò che nel sacrificio viene “formattato”, ovvero i dati della programmazione divina che regolano la vita. Questa lettura del sacrificio arricchisce l’idea di incarnazione come un processo ciclico e continuo, in cui ciò che viene offerto nella carne ritorna al cielo come spirito, chiudendo così il cerchio di programmazione e realizzazione del “λόγος”.
In risposta all’esegesi di Padilla Neira, l’approccio di Mazzei fornisce una visione più ampia e sistematica dell’Incarnazione. Mentre Padilla Neira focalizza l’attenzione sull’aspetto umano della carne, Mazzei vede nel “Verbo” un principio organizzatore di tutta la materia. In questa visione, la creazione stessa è un risultato del linguaggio divino, e l’Incarnazione diventa non solo un evento storico, ma un fenomeno cosmico che coinvolge tutta la realtà.
