Politica ed Archeologia

Qualsiasi disciplina scientifica, quando la si “frequenta” a fondo ci rivela nei suoi meandri degli attriti.
Queste “frizioni” passano inosservate agli esterni; appaiono come divergenze teoretiche a uno sguardo attento; ed essenzialmente si rivelano per il loro fondamento squisitamente politico.
È nella natura poietica delle cose il loro nascondersi, cosí come è nella loro natura genetica lo scontrarsi – il porsi una di fronte all’altra.
Eraclito lo chiama POLEMOS (ΠΟΛΈΜΟΣ) ed è lo scontro tra le molteplici unità. Questi eventi dello spirito del pianeta che si manifestano come singolarità, e che chiamiamo esseri umani, esseri viventi, elementi, individualità.
Questi effimeri processi di autoindividuazione che per un ramo della biologia moderna si chiamano “Sinergie di asservimento concertato ed univoco”.

(arriva un gruppo di visitatori)

Tra i contemporanei è certo il tedesco Haken quello che trova la definizione più accattivamente per questo processo “biopolitico” di vita già “di parte” fin dal suo fondamento (archeo-…).
Haken la chiama (in inglese) ENSLAVING PRINCIPLE, ed è il principio per qui le singolarità tendono ad intrupparsi in nome di un essere al quale appartenere e per il quale agire – esistere.

Un’operazione che può aiutarci molto a non cadere nella trappola della partigianeria metodologica è la DEPROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA. Questa tecnica consiste nell’assumere dapprima che: nell’inconscio noi si sia orientati a trovare quello che stiamo cercando; quindi ad attuare una autodecostruzione dei propri presupposti e preconcetti. In tal modo ci si rende dei ricercatori più efficaci, orientati verso una verità meno determinata dalla propria presenza e più vicina a valori assoluti – universali.

Questo non ci affrancherà completamente dalla “politicità” delke nostre tesi. Noi restiamo degli ZOOI POLITIKOI, insomma, degli esseri determinati dalla propria mortalità e dal loro essere individui determinati dal molteplice. Eppure, possiamo scegliere di abbandonarci a una visione politicizzata del mondo, anzi, dobbiamo farlo.

Ma per favore, lasciamo fuori la Scienza (quella senza le tre “i” di Crozza/Zichichi) da questi miseri giochetti.

La fondazione di Marciana, o le Origini degli Etruschi, o la Lingua dei Pelasgi; non possono essere argomenti di POLEMICHE. La molteplicità del pensiero politico non appartiene ai gradi più nobili dello spirito.

È laggiù che va cercata la verità alla solita domanda “trinitaria” :
Da dove veniamo
Chi siamo
Dove vogliamo andare.
Nel nostro spirito più profondo – la nostra anima prepolitica. Una.

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