Nel paragrafo 2 del capitolo 20, a pagina 678 di Shardana e Sardegna di G. Ugas, trattando dell’ipotesi di Erodoto sull’origine dalla Lidia degli Etruschi, l’autore ricorda che il legame antico tra i Sardi e i Tirreni è una tradizione ancora viva in «un commento al Timeo di Platone (scol. Tim., 5b)», senza specificare che tali commenti si trovano in Scholia Platonica, per esempio nell’edizione curata da William Chase Greene, ma soprattutto facendo un errore tipografico impossibile. La numerazione standard Stephanus del Timeo di Platone inizia infatti da 17a, quindi il rigo 5b non esiste. Si tratta invece del 25b, il cui commento bizantino dice:
La Tirrenia (Etruria) prende il nome da Tirreno, figlio di Ati il Lidio. Seguendo un oracolo, Tirreno salpò dalla Lidia e giunse in queste regioni. Il testo presenta poi sua moglie, Sardò. Afferma che sia la città di Sardi in Lidia sia l’isola precedentemente nota come Argiroflepe (“l’isola dalle vene d’argento”) presero il nome da lei, diventando così Sardò (Sardegna).
Al commento fa seguito una nota, che recita “de Tyrrhenia nihil habet Apollodorus (Mettauer, p. 49).” — che Apollodoro non dice nulla di questa specifica tradizione Tyrrhenus/Sardò.
Ciò significa che l’antico scoliaste si basava su una tradizione mitografica diversa, specifica (e forse più oscura o localizzata) per spiegare i legami tra Lidia, Etruschi e Sardegna.
Argiroflepe, la Venosa d’Argento rimanda non solo a una struttura onomastica simile al mitico re di Tartesso Argantonio, l’Argentoso, ma in un certo modo anche a Portus Argo – Portoferraio all’Elba, il cui toponimo greco poteva significare ben 4 cose: Bianco, Argentato, Argonautico e Argivo.

